Requisiti meno stretti per chi ha bisogno di ospitalità temporanea a Milano

Nel 2018 ne hanno usufruito solo 27 famiglie

Alberghi a Milano

Si amplia il numero delle persone che potranno beneficiare di soluzioni abitative temporanee per rispondere al bisogno di chi si trova in emergenza abitativa. Con una delibera Palazzo Marino ha infatti allargato i criteri per accedere alle strutture alberghiere convenzionate e messe a disposizione, in via temporanea, di chi ha perso la casa.

Negli anni scorsi, a causa dei vincoli imposti dalle delibere di riferimento, i requisiti per accedere alla misura straordinaria erano molto stringenti e si riferivano esclusivamente agli assegnatari di casa popolare in attesa di alloggio e a chi rimaneva senza un tetto a causa di eventi improvvisi e imprevedibili. Questo ha fatto sì che i fondi messi a disposizione nel 2017 e 2018 non siano stati utilizzati per intero. Lo scorso anno, ad esempio, hanno potuto beneficiare di questa misura solo 27 famiglie, per un totale di 57 persone.

Criteri più ampi

Con il nuovo provvedimento, invece, l’amministrazione fissa criteri più ampi che permetteranno l’accesso a un numero maggiore di famiglie in stato di emergenza. Il beneficio potrà essere concesso anche a chi, a seguito di un provvedimento di sfratto/pignoramento o di eventi improvvisi che determinino la necessità di sgomberare degli immobili, rimane senza casa, anche se la persona o il nucleo interessato non ha fatto domanda – e quindi non si trova in graduatoria - per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, viene riservata particolare attenzione a chi si trova in difficoltà economica, con un Isee inferiore a 26 mila euro, e non è proprietario di un’abitazione idonea a risolvere l’emergenza sul territorio della Regione Lombardia. Il beneficio potrà essere concesso, inoltre, a persone di età pari o superiore a 65 anni, o con invalidità pari o superiore al 66% e alle famiglie con minori. 

Gli alberghi possono "candidarsi"

È prevista anche, pur se in piccola parte, la compartecipazione alla spesa: un contributo minimo e variabile in base al reddito che poi verrà in gran parte integrato dal Comune. In questo modo ci sarà la possibilità di allargare ulteriormente il numero dei beneficiari della misura. L’individuazione degli alberghi sul territorio comunale disponibili a fornire ospitalità alle famiglie sarà realizzata attraverso un avviso finalizzato alla raccolta delle manifestazioni di interesse, e la soluzione adatta a ogni nucleo familiare sarà di volta in volta reperita seguendo i criteri di prossimità geografica rispetto al precedente domicilio e di economicità.

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«Lo scopo di questo provvedimento - dichiara l’assessore alle politiche sociali Gabriele Rabaiotti - è fare in modo che le risorse a disposizione per l’emergenza abitativa siano sfruttate appieno e che gli interventi intercettino anche le nuove forme di bisogno sociale, tenendo conto di chi presenta particolari fragilità. Il bisogno legato alla casa è evidente anche dai numeri dell’attività della task force che vede lavorare insieme gli operatori delle Direzioni Casa e Politiche sociali che, da maggio 2019, hanno ricevuto 144 richieste di alloggio da parte di nuclei sfrattati. Per questo è necessario elaborare risposte sempre più veloci all’emergenza che si affianchino all’impegno per reperire soluzioni più strutturali e di lungo periodo perché nessuna famiglia resti per strada».

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