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In Lombardia forse ci sarà un albo dei caregiver

L'iniziativa pensata per fornire maggiore assistenza e sostegno a una figura fondamentale, non ancora riconosciuta giuridicamente in Italia

La Lombardia si doti di un albo dei caregiver. Lunedì 17 ottobre è stato approvato un ordine del giorno in tal senso in consiglio comunale a Milano, presentato da Diana De Marchi (Pd) ed altri, proprio per chiedere al Pirellone di creare un albo apposito. "Assistere una persona cara non autosufficiente ed esserle d'aiuto nelle difficoltà di gestione della vita quotidiana costituisce una funzione cardine delle relazioni di convivenza", commenta la consigliera del Pd: "Ci sono situazioni in cui questa funzione d'aiuto assume connotati d'impegno tali da rendere necessari ed opportuni interventi di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche, in favore delle persone che si trovano nella condizione di assistere una persona".

Secondo alcune stime, in Italia esisterebbero più di tre milioni di caregiver familiari. Il 70 per cento è costituito da donne tra i 45 e i 55 anni, che talvolta svolgono un lavoro fuori casa ma, nel 60 per cento dei casi, sono costrette ad abbandonarlo per dedicarsi a tempo pieno alla cura del familiare. La figura del caregiver non è riconosciuta giuridicamente nel nostro paese. L'Italia, in questo, è uno degli ultimi paesi d'Europa.

Di qui la proposta d'istituire un albo regionale, sia per valorizzare questa figura, sia per prevedere interventi di sollievo in casi di ricovero, malattia grave o impedimento del caregiver. E poi consulenze per adattare l'ambiente domestico dell'assistito, percorsi preferenziali nelle strutture sanitarie e altro ancora.

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