"Il piccolo Alvin è da solo in Siria, in pericolo". Fu portato dalla madre nei territori dell'Isis a 6 anni

Mozione approvata all'unanimità in Regione per chiedere al governo italiano di fare di tutto per riportarlo in Lombardia dalla sua famiglia

Il piccolo Alvin in una foto di repertorio

Il consiglio regionale, all'unanimità, chiede al governo di fare tutto il possibile per riportare in Italia Alvin Berisha, oggi 11enne, portato in Siria nel 2014 (quando aveva sei anni) dalla madre per arruolarlo nell'Isis. Alvin, la cui famiglia è originaria dell'Albania, è nato e cresciuto a Barzago, in provincia di Lecco. Della sua storia ha recentemente parlato la trasmissione televisiva Le Iene con un servizio dedicato. 

E' probabile che la madre sia nel frattempo morta durante un bombardamento a Baghuz, ultima città dell'Isis a "cadere" nel marzo del 2019. Secondo le informazioni disponibili, Alvin è da solo in un campo di ex terroristi. In consiglio regionale il tema è stato portato da Paola Romeo, consigliera di Forza Italia, e ha visto l'adesione di tutti. «Alvin si trova da solo con un'altra guerra da sopportare, che potrebbe lasciare profonde cicatrici. Le istituzioni hanno il dovere di agire, consentendo al piccolo di tornare in Italia dalla sua famiglia», il commento di Paola Romeo.

La mozione chiede alla giunta regionale di sollecitare il governo affinché il Ministero degli Esteri e la Presidenza del Consiglio dei Ministri avviino un’interlocuzione con il governo albanese, favorendo un dialogo diplomatico tra l’ambasciata italiana e albanese in Turchia (Paese più prossimo alla Siria dove il bambino è tuttora tenuto prigioniero).

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"Cittadinanza per Alvin"

«Chiediamo anche al governo di valutare se sussistono le condizioni per concedere la cittadinanza italiana al piccolo Alvin, la cui famiglia è perfettamente integrata nel tessuto sociale lombardo. La priorità di Regione Lombardia è quella di riportare Alvin a casa, dove lo aspettano tante persone che gli vogliono bene», conclude Paola Romeo.

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