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L'anfiteatro romano a Milano (da Instagram/Bruno_alberti2018)

L'anfiteatro romano a Milano (da Instagram/Bruno_alberti2018)

Anfiteatro romano, proseguono i lavori: sarà un'arena verde per spettacoli

I lavori del parco dell'anfiteatro termineranno nel 2022

E' stato presentato un video che racconta il futuro parco archeologico di Milano, che avrà al "centro" l'Anfiteatro romano raso quasi al suolo e pressoché sconosciuto. I resti potranno essere ammirati in una scenografia verde e, secondo le parole della sovrintendente Antonella Ranaldi, potranno ospitare spettacoli dal vivo per turisti e i cittadini. I lavori dovrebbero terminare nel 2022.

Com'era l'anfiteatro romano di Milano

Gli scavi archeologici, effettuati su aree finora inesplorate, hanno portato alla luce le strutture di fondazioni intorno all'arena: quattordici muri radiali che formavano la corona a sostegno delle gradonate della cavea ovale, dove gli spettatori assistevano ai combattimenti: muri che si aggiungono ai sette emersi dagli scavi degli anni '70 vicino all'ex monastero di Santa Maria della Vittoria.

I muri di fondazione rinvenuti, che rimarranno a vista, tracciano la pianta dell’Anfiteatro, rendendo così riconoscibili le sue dimensioni, l’orientamento e il numero delle arcate. Gli scavi hanno inoltre mostrato le strutture ipogee sotto all’arena, pavimentate a mattoni: si tratta probabilmente di una galleria dalla quale uscivano le belve o di un canale per smaltire le acque.

Alla conclusione dei lavori, il parco diventerà il più grande del centro di Milano (22.300 metri quadrati) ridisegnando di fatto l'intera zona tra via Arena e via Conca del Naviglio. E sarà impreziosito da un giardino ispirato ai viridaria antichi, con nuove piantumazioni di siepi di bosso, ligustro e mirto.

L'edificio era grande più o meno come il Colosseo e contava 35 mila posti, ma venne distrutto qualche secolo dopo con le invasioni dei barbari, e un certo numero di resti venne utilizzato per la costruzione della basilica di San Lorenzo. In epoca romana era tra i quattro più grandi insieme al Colosseo, a quello di Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere) e a quello di El Jen, in Tunisia.

"E' uno di quegli interventi che cambia il volto della città, e lo fa in una chiave nuova", ha affermato Pierfrancesco Maran, assessore all'urbanistica del Comune di Milano: "E' davvero interessante cercare di tenere insieme il recupero archeologico con il fatto che viene ricostruito in una chiave verde, ambientale. E' un parco nella doppia definizione: archeologica e naturale. Secondo me sarà uno dei simboli della Milano dei prossimi anni".

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