Morto Angelo Ratti, lo studente milanese che lottò contro il nazifascismo senza odio

Angelo Ratti si è spento a 94 anni. A 17 anni venne arrestato dalle Ss. La storia

Angelo Ratti, foto Aned

A 17 anni, nonostante il dolore già provato suo padre - a cui i fascisti avevano tagliato le orecchie -, aveva scelto da che parte stare. E da quella parte c'è rimasto fino alla fine, fino all'ultimo. È morto martedì, all'età di 94 anni, Angelo Ratti, storico antifascista di Cernusco sul Naviglio, figlio di un noto socialista dell'epoca, che aveva provato sulla sua pelle, con la deportazione e la prigionia, le barbarie del nazifascismo.  

"Per la sua scelta antifascista, il padre era socialista, viene arrestato dalle SS su segnalazione della Muti, con cinque suoi compagni", la cui colpa era stata strappare dei manifesti fascisti, ricorda oggi Roberto Cenati, presidente dell'Anpi di Milano. 

"Il 18 dicembre del 1943, arrivano da Milano alcuni militari tedeschi che, casa per casa, arrestano tutti i componenti del gruppo: Roberto Camerani, Ennio Sala, Quinto Calloni, Virginio Oriani e Pierino Colombo. Angelo, a soli 17 anni, viene trasportato, con i suoi compagni, nel carcere di San Vittore, a Milano. Dopo gli scioperi dei lavoratori contro la guerra e l’occupazione tedesca, il carcere si riempie di operai ed antifascisti. Il 4 marzo del 1944, di notte, con cento prigionieri, Angelo viene chiuso in un vagone merci e fatto partire per la deportazione, con destinazione Mauthausen" da quel binario 21 in stazione oggi trasformato in un memoriale.

"Il 14 maggio del 1944 Angelo viene inviato, con numerosissimi deportati, ad uno dei più grandi sottocampi di Mauthausen, Gusen, che raggiunge dopo una marcia di circa otto chilometri, con i piedi ormai piagati dagli zoccoli di legno completamente rotti. Nel maggio del 1945, Angelo, finalmente libero, torna in Italia, lavora presso una grande industria editoriale a Milano, dove vive con la famiglia. Diventa un prezioso testimone e guida numerosi viaggi a Mauthausen-Gusen", continua il ricordo di Cenati.

"Non aveva astio"

"Ho avuto modo di conoscere Angelo, punto di forza dell'Aned di Milano. Angelo era sempre disponibile a raccontare le sue terribili vicissitudini. Non si sottraeva mai agli inviti che come Anpi gli rivolgevamo per testimoniare nelle scuole, alle giovani generazioni, con grande sensibilità, la sua tragica esperienza e le nefandezze commesse dai nazifascisti. La notizia della sua scomparsa ci ha profondamente addolorato. Angelo - conclude il presidente milanese di Anpi - rimarrà sempre nei nostri cuori per il suo instancabile impegno per i valori della Memoria e della conoscenza storica".

"Angelo è stato per un lunghissimo periodo una colonna della nostra sezione di Milano - il commiato dell'Aned, l'associazione nazionale ex deportati -. Parlava con precisione, senza astio, portando una voce di speranza anche al termine di una testimonianza che aveva necessariamente tratti altamente drammatici".

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"Antifascista con la A maiuscola, deportato politico a Mauthausen e Gusen, ha vissuto sulla sua pelle l'orrore dei campi di concentramento ed è stato un testimone prezioso per le giovani generazioni - il saluto di Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd -. A loro ha tramandato memoria e la sua tragica esperienza. La scomparsa di Angelo è una perdita dolorosa per la sua città e per tutti noi, grati a un uomo coraggioso che ha scelto di anteporre la libertà collettiva e i valori democratici e antifascisti alla sua stessa vita. È per questo che ci impegneremo a mantenere vivo il ricordo della sua storia, come siamo certi lui avrebbe voluto".
 
I funerali si terranno il 27 agosto alle 11 al cimitero di Lambrate.

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