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Martedì, 23 Aprile 2024
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Mezzo milione di anziani lombardi vivono in povertà

A dirlo i risultati di una ricerca condotta da Cgil, Cisl e Uil in collaborazione con Ars

In Lombardia quasi mezzo milione di anziani vivono con meno di mille euro al mese. A dirlo i risultati del rapporto 'Più fragili dopo la tempesta? In equilibrio fra desideri, fragilità, aiuti', promosso da Spi Cgil Lombardia, Fnp Cisl Lombardia e Uilp Uil Lombardia che, in collaborazione con Ars (Associazione per la ricerca sociale di Milano), sono promotori dell'Osservatorio regionale sulla terza età.

Nel complesso 488mila persone, su 3.455.759 over 55 residenti in Lombardia, risultano avere un reddito familiare che non arriva ai mille euro al mese. L'indagine, condotta attraverso un questionario distribuito fra luglio e ottobre a 1211 residenti, ha approfondito alcuni aspetti, dalle condizioni di vita al reddito, passando per sanità pubblica e invecchiamento attivo. Dal rapporto è uscito che, appunto, nella nostra regione il 13% degli over 55 non arriva a mille euro.

Più nel dettaglio, il 20% degli intervistati dice di avere una salute problematica o molto problematica, con una percentuale che è più significativa fra chi vive solo (34%) o è meno istruito. Lo stesso si riflette esaminando altri aspetti della vita. Per quanto riguarda l'invecchiamento attivo (che tiene conto di 'partecipazione e cura', 'vita autonoma' e 'capacità e fattori abilitanti') in Lombardia su una scala da 1 a 100 gli anziani invecchiano 'attivamente' su un valore pari a 46, contro una media nazionale Istat di 34 nel 2018 Il 72% esce di casa tutti i giorni (ma fra gli over 75 un 14% non esce mai e vive recluso).

Dall'analisi, è evidente che gli anziani che vivono con i familiari sono più attivi rispetto a chi vive solo. E a risultare più attivo è anche chi ha un titolo di studio più alto: ad esempio il 75% dei laureati viaggia ogni anno, contro il 19% di chi possiede il titolo elementare. Per quanto riguarda i servizi socio sanitari, secondo il rapporto, ci sono ancora tantissimi servizi poco utilizzati ma che riscuotono alti livelli di interesse, come i servizi di teleassistenza, telesoccorso e di trasporto e accompagnamento fuori casa. Sette anni fa, infine, metà degli anziani lombardi sosteneva che le attività di cura dovevano rimanere in capo alla famiglia, mentre oggi la quota si è ridotta drasticamente a 2 casi su 10, a favore del ruolo dello Stato, in ascesa dal 3 al 27%.

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