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Ecco l'archivio robotizzato del comune di Milano costruito in un vecchio magazzino

La struttura ospita diverse chicche come il contratto di acquisto della Pietà di Rondanini

Era un vecchio magazzino comunale, adesso è un polo archivistico e culturale ad alta innovazione tecnologica gestito (in parte) anche da un robot. È la Cittadella degli Archivi di via Gregorovius a Milano.

“La Cittadella degli Archivi è un polo d'eccellenza nel panorama archivistico italiano ma è anche molto altro – ha spiegato l'assessora alla Trasformazione digitale e Servizi Civici Roberta Cocco –. Grazie al lavoro costante degli ultimi cinque anni l'archivio comunale è diventato un punto di riferimento anche per il quartiere Niguarda, grazie agli interventi artistici di riqualificazione urbana che hanno permesso ai cittadini di conoscere e apprezzare un luogo che poteva sembrare inaccessibile e distante. Dall'esterno all'interno, Cittadella è un luogo di innovazione e memoria, di storia e tecnologia, di formazione, di arte e cultura e ora, grazie al nuovo progetto del Mi.MA., diventerà un imponente archivio pronto a ospitare il patrimonio documentale dell'intera area metropolitana milanese”.

Il robot archivista

Il cuore pulsante della struttura è Eustorgio, il robot archivista capace di estrarre in maniera automatica i faldoni presenti in ognuna delle 11mila vasche in alluminio, ciascuna contenente circa 5 metri lineari di carta. Al momento, all'interno dell'archivio comunale, si trovano circa 200mila faldoni conservati dal 1865, 2 milioni di pratiche per un totale di 70 chilometri lineari di carta custoditi in due edifici. Tra questi autentiche rarità, come il contratto di acquisto della Pietà di Rondanini di Michelangelo, l’annuncio dei funerali di Verdi, i disegni realizzati da grandi architetti milanesi.

Alla fine del 2020, grazie alla collaborazione con MM, è stata implementata la capacità dell'archivio, con la realizzazione di due nuovi magazzini automatizzati, la “quarta e quinta baia” e di un nuovo buffer per la gestione delle richieste. Gli interventi consentiranno un incremento del 20% delle attività di immissione e estrazione.

Un archivio ma anche uno spazio d’arte

Un archivio ma anche molto altro. Lo stabile è stato riqualificato grazie agli interventi di street artist internazionali, pittori, scultori e artisti attivi a Milano che hanno decorato le mura esterne dell'archivio comunale rendendo omaggio al patrimonio documentale conservato in via Gregorovius. Il progetto è tuttora in corso, anche se l'emergenza sanitaria non ha consentito interventi artistici nel 2020.

Lo spazio ha ospitato anche mostre e iniziative culturali. L'ultima, attualmente in corso, è dedicata a Philippe Daverio, critico d’arte e già assessore del Comune di Milano, recentemente scomparso. Per il momento la mostra è visitabile solo virtualmente, ma appena il questo brutto momento sarà passato le porte del mega archivio torneranno ad aprirsi.

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