Lunedì, 17 Maggio 2021
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Museo del '900, passerella non ancora esclusa. Del Corno alla Sovrintendenza: «Le città cambiano»

Assessori e tecnici ribadiscono che, per il progetto del raddoppio, restano in piedi sia la passerella sia il passaggio a raso, mentre viene escluso il tunnel perché sfrutterebbe il bunker di piazza Duomo, troppo basso. Del Corno si toglie qualche "sassolino"

Resta per ora possibile l'idea della passerella aerea per collegare i due palazzi dell'Arengario di via Marconi, il secondo dei quali ospiterà il raddoppio del Museo del Novecento (oggi è la sede del Municipio 1). In commissione cultura e urbanistica a Palazzo Marino, assessori e tecnici hanno sottolineato che, nel bando, i concorrenti devono prevedere possibilità alternative di collegamento, senz'obbligo per quello aereo.

C'era tempo per presentare i progetti fino al 18 marzo. Le proposte pervenute al Comune di Milano sono 130 da molti Paesi del mondo. La giuria selezionerà dieci studi che dovranno presentare il progetto definitivo entro il 4 giugno, poi il vincitore verrà proclamato a fine di quel mese.

Solo allora la Sovrintendenza si esprimerà ufficialmente. Come è noto, la sovrintendente Antonella Ranaldi si è già dichiarata contraria alla passerella aerea perché oscurerebbe in parte la "luce", ovvero il collegamento visivo, tra piazza della Scala e piazza Diaz attraverso la Galleria Vittorio Emanuele, piazza del Duomo e, appunto, via Marconi, suggerendo in alternativa un tunnel sotterraneo. Ma il tunnel non sarà tecnicamente possibile. Il bunker che verrebbe utilizzato, infatti, in alcuni punti è troppo basso (2 metri e 15 centimetri) per utilizzarlo come sistema di connessione.

Passerella o passaggio a raso

Di fatto restano quindi due alternative: la passerella (col rischio della bocciatura da parte della Sovrintendenza quando si pronuncerà ufficialmente) e un passaggio a raso in via Marconi. «Nella gara - ha sottolineato in commissione l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran - non v'è l'obbligo di effettuare una connessione esterna visibile. E' una delle opportunità». E Simona Collarini, direttrice del settore Urbanistica, ha aggiunto che agli studi è stata chiesta «una doppia soluzione: una che prevede il collegamento aereo, una che non lo prevede». 

Sul ruolo della Sovrintendenza, Claudio Minoja, direttore del settore Cultura, ha chiarito che «non deve esprimere adesso il suo parere, può farlo sul progetto» quando sarà quello definitivo. Ma è evidente che il parere negativo finora espresso, sia pure non vincolante per il momento, abbia generato malumore nelle stanze di Palazzo Marino. Filippo Del Corno, assessore alla cultura e responsabile nazionale cultura nella segreteria del Partito democratico, ha affermato che «una visione della città come organismo bloccato e ingessato» è un atteggiamento che compromette «le possibilità di sviluppo reali, anche delle funzioni culturali». Per Del Corno va invece riconosciuto come positivo «che le città cambino, perché cambiano gli abitanti e le loro necessità».

Le stratificazioni 

Del Corno ha parlato di «percezione delle stratificazioni che non comporta altre possibili stratificazioni» e l'argomento si adatta bene proprio alla zona in questione. Una zona che, di stratificazioni, ne ha viste e vissute. Piazza del Duomo, in fondo, è stata "creata" nell'800 abbattendo alcuni caseggiati (Rebecchino e Coperto dei Figini); e piazza Diaz non esisteva nemmeno prima dell'abbattimento dell'intero quartiere del Bottonuto. Stratificazioni successive che hanno dato l'attuale volto all'intera zona. 

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