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Quale sarà il futuro di Atm, dopo il covid

Dal calo di passeggeri, e ricavi, ai progetti per il futuro: il direttore generale di Atm, Arrigo Giana, traccia la via per i prossimi anni dell'azienda

L'emergenza covid i cui riflessi si vedranno ancora per un po'. I buchi di bilancio da appianare, con un piano già pronto. Gli investimenti sotto la Madonnina e nelle altre città per diventare una "eccellenza riconsciuta" in Italia e fuori dai confini nazionali. Arrigo Giana, direttore generale di Atm, intervenendo martedì pomeriggio nel corso della commissione consiliare congiunta controllo enti partecipati e mobilità, ambiente, ha fatto il punto della situazione sullo stato di salute della società meneghina e ha tracciato le linee guida per il futuro dell'azienda di Foro Bonaparte. 

"Secondo i dati del preconsuntivo le perdite di Atm del 2021 sono dimezzate rispetto alle previsioni e confermiamo l'obiettivo di tornare al pareggio di bilancio nel 2022", ha esordito il manager parlando dei conti di Atm. "Arriviamo da una situazione del 2020 pesantemente segnata dalla pandemia con una perdita complessiva in termini di risultato netto superiore ai 60 milioni di euro. L'obiettivo nel 2021 in termini di budget era di un miglioramento, di ridurre la perdita del 30-35%, arrivando a 40 milioni di perdite, ma secondo i dati del pre consuntivo la perdita potrebbe essere dimezzata. Contiamo, quindi, di poter chiudere con una perdita, ma dimezzata rispetto a quello che avevamo previsto, ovvero intorno a una ventina di milioni di euro, con l'obiettivo di tornare al pareggio di bilancio nel 2022", ha proseguito, sottolineando però che "quando abbiamo fatto questa ipotesi non immaginavamo un'ulteriore ondata come quella che stiamo vivendo". 

E le conseguenze economiche del covid sono lontane dal finire: "Ipotizziamo che anche dopo la pandemia dovremmo affrontare un periodo sufficientemente lungo e significativo in cui non torneremo ad avere il numero dei passeggeri che avevamo prima del covid, ma ci attesteremo a un numero di passeggeri pari a 10-15% in meno rispetto al periodo pre Covid. Immaginiamo un orizzonte di medio termine non inferiore ai 5 anni. Per questo - ha ammesso Giana - dobbiamo fronteggiare come azienda un periodo in cui i ricavi non saranno più quelli di prima". 

I progetti per il futuro, però, non cambiano. L'azienda punta infatti a diventare "un'eccellenza riconosciuta" a livello nazionale e internazionale, "attraverso un servizio caratterizzato dalla centralità del cliente". E poi ancora "contribuire al cambiamento e al rilancio di Milano", promuovere la valorizzazione delle persone assunte e degli asset presenti attraverso lo sviluppo di nuove competenze, e favorire la diffusione di una "cultura aperta alla diversità e all'inclusione". 

Per questo sono stati individuati una serie di progetti che potrebbero generare ricavi aggiuntivi per 216 milioni di euro da qui al 2025. I canali digitali, ha garantito Giana, saranno sviluppati. Così come saranno coltivate, e se possibile "esportate", le competenze acquisite dall'azienda in questi anni, soprattutto nel campo della costruzione di metropolitane e tram e della gestione delle infrastrutture tecnologiche, come dimostra l'interessa di Atm per la costruzione della metrotranvia a Bologna. "L'insieme di queste competenze - ha detto Giana - sarà secondo noi un elemento commerciale per quanto riguarda Atm. L'idea è di andare a vendere e proporre pacchetti ad altre città, simili a quelli che già stiamo gestendo".

Non solo investimenti fuori Milano, però. Perché Atm costruirà in città altri tre depositi per i propri mezzi. Una necessità figlia dell'obiettivo primario della società di avere una flotta full elettric entro il 2030, con la riconversione completa di 1.200 autobus. "Per questo progetto - ha annunciato il manager - abbiamo la necessità di costruire nuovi depositi, visto che questi mezzi ecologici occupano più spazio". Per questo, oltre alla riconversione dei depositi già presenti a Milano, ne nasceranno altri tre: "Il primo in ordine di costruzione sarà quello di viale Toscana", un deposito composto da due piani totalmente sotterranei, con l'idea di 'occupare' la superficie con spazi da destinare alle persone e alla comunità. "Ci sono un paio di ipotesi che stiamo valutando - ha continuato Giana - come il completamento del centro sportivo della Bocconi". Un'opzione, quest'ultima, già ventilata dal sindaco Giuseppe Sala nel giorno dell'inaugurazione della struttura, e che vedrebbe la realizzazione di "una serie di attività outdoor che verranno costruite esattamente nella superficie del deposito".

Sull'idrogeno invece Atm valuterà le varie opportunità che si presenteranno con i finanziamenti europei. Con l'idea di creare una flotta di circa 50 autobus a idrogeno, e un impianto di produzione ad hoc da costruire, magari, proprio all'interno dei nuovi depositi.

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