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Mario Delpini in consiglio regionale (foto Silvia Scurati/Fb)

Mario Delpini in consiglio regionale (foto Silvia Scurati/Fb)

'Troppa attenzione su Milano, no alla periferia dormitorio': il monito di Delpini in Regione

L'arcivescovo di Milano ha visitato il consiglio regionale nella mattinata di martedì

Una esortazione a vivere la città ma anche, e soprattutto, i territori attorno a Milano che non devono trasformarsi in un enorme dormitorio. È quanto ha detto nella mattinata di martedì 28 gennaio l'arcivescovo di Milano Mario Delpini, in visita al Consiglio regionale, nel suo discorso nell'Aula di Palazzo Pirelli.

"La Regione è di più di Milano e richiede a chi l’amministra uno sguardo che non si concentri solo sulla città — ha detto l'arcivescovo —. L’attenzione mediatica e l’opinione pubblica sembrano concentrate in modo sproporzionato sulla città capitale, mentre una considerazione sapiente e realistica deve valorizzare la dimensione metropolitana e sa interpretare la ricchezza dei territori nella loro varietà. Forse una certa enfasi sulla città, un certo ossessivo convergere di risorse, di attenzioni mediatiche, di rivendicazioni di eccellenze finiscono per essere un danno per la stessa città di Milano e per il territorio regionale più che un prestigio promettente".

"Mi pare infatti che l’idea che 'tutti vanno a Milano a lavorare, a studiare, a farsi curare' non rende giustizia alla realtà e attiva un pendolarismo che comporta uno sperpero incalcolabile di tempo, di energie, un complicarsi di problemi di gestione del territorio - ha proseguito Delpini -. Il danno per la città è che si spopola di abitanti e si riempie di pendolari e di turisti; il danno per il resto della Regione è che si impongono spostamenti logoranti e smarrimento di identità e di risorse disseminate sul territorio. Credo che lasciare che il territorio si trasformi in una grande periferia - dormitorio è un impoverimento antropologico, culturale, economico mortificante".

Delpini ha concluso il suo intervento elogiando l'umanesimo lombardo: "Voglio fare l’elogio dell’umanesimo lombardo che apprezza la varietà dei territori, il patrimonio della storia scritto nei monumenti, nelle opere d’arte, il fascino dei panorami dalle montagne ai laghi, la ricchezza dei prodotti, la vocazione della Regione ad essere terra accogliente e terra di passaggio".

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