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Martedì, 23 Aprile 2024
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I biglietti Atm aumenteranno di prezzo (di nuovo)

Dopo l'aumento del 2019, altro rincaro in vista. Salvi gli abbonamenti

Metro, bus e tram più cari. Di nuovo. I biglietti per utilizzare i mezzi Atm, la società che gestisce il trasporto pubblico sotto la Madonnina, aumenteranno di prezzo. Dopo il rincaro del 2019 - quando i ticket erano stati portati a 2 euro con la nuova divisione in zone prevista dal sistema integrato -, un altro rialzo è in vista. 

Di quanto aumenteranno i biglietti Atm

L'ufficialità è arrivata mercoledì mattina, quando si è tenuta l'assemblea dei soci dell’agenzia del trasporto pubblico locale del bacino della città metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, l'ente che si occupa delle società del Tpl. "I soci - si legge in una nota - hanno affrontato il tema dell’attuazione di quanto stabilito dalla recente normativa regionale e dal connesso regolamento in tema di adeguamento delle tariffe del Tpl".

Quindi, il passaggio decisivo: 

"Il regolamento tariffario regionale stabilisce che le tariffe debbano essere adeguate annualmente in base al tasso di inflazione definito dalla regione stessa con proprio atto, corretto in funzione di indicatori di qualità definiti dalle agenzie". 

Perché aumenteranno i biglietti Atm

In sostanza, l'aumento dovrà scattare obbligatoriamente per rispettare la normativa regionale che impone alle società dei trasporti - compresa Atm - di adeguare i prezzi all'inflazione. Lo stesso Pirellone, con la legge di assestamento di bilancio 2022, "ha altresì derogato alla norma che imponeva l’applicazione degli adeguamenti tariffari in modo omogeneo su tutti i titoli, stabilendo che gli aumenti possano essere applicati in modo differenziale". In pratica, Atm e le altre aziende - su indicazioni dei comuni - sono libere di decidere se i rincari vanno applicati su tutti i titoli di viaggio o solo su alcuni. 

E una scelta è già stata presa. "Nell’ambito dell’assemblea - spiega ancora il comunicato dell'agenzia - si sono pertanto raccolte le indicazioni da parte degli enti soci in merito alla volontà di avvalersi di tale facoltà, operando incrementi tariffari differenziali che salvaguardino i titoli in abbonamento utilizzati dall'utenza sistematica per gli spostamenti per motivi di scuola e lavoro". Tradotto: ad aumentare - non si sa ancora quando - dovrebbero essere soltanto i biglietti singoli e non gli abbonamenti. 

“Dopo un accurato dibattito generale - ha sottolineato il presidente dell'agenzia Daniele Barbone - i soci dell’assemblea hanno unanimemente dato mandato al consiglio d’amministrazione di intervenire esclusivamente sui titoli occasionali, senza toccare quelli in abbonamento. Tale impostazione garantisce di tutelare in particolare gli utenti abituali, così da incentivarli al ritorno sui mezzi del trasporto pubblico locale. È inoltre emersa la richiesta - ha proseguito - di approfondire l’adeguatezza dell’attuale tipologia di abbonamenti vigenti, in base alle mutate esigenze di mobilità degli utenti legate allo smart working ancora largamente applicato dalle aziende, pubbliche e private. Sulla base di questo indirizzo espresso dall’assemblea dei soci il consiglio di amministrazione dell’agenzia si metterà subito al lavoro per adempiere ai propri obblighi". 

Non è escluso, quindi, che le aziende di Tpl possano studiare nuovi tipi di abbonamenti. Appare certo, invece, che i biglietti di Atm costeranno più di 2 euro. "Se avessimo potuto scegliere, non avremmo certo deciso ora l’adeguamento tariffario all’Istat dei biglietti del trasporto pubblico locale, in un momento economicamente difficile per i cittadini. Ci siamo adeguati ad una norma che è stata imposta dalla regione Lombardia, a trazione leghista, con una legge approvata a luglio", il commento di Arianna Censi, assessore ai trasporti del comune di Milano. "Abbiamo scelto però di non intervenire sugli abbonamenti, ma solo sui titoli occasionali. Questo perché vogliamo tutelare chi utilizza quotidianamente il traporto pubblico. Mi stupisce molto che chi a livello nazionale continua a promettere di abbassare le tasse, poi a livello locale, nel momento in cui si trova a governare, si comporti esattamente all’opposto, costringendo all’aumento tariffario. Ma questa volta - ha concluso, non senza polemica - non possiamo consentire loro di tirare il sasso e nascondere la mano".

Di diverso avviso, invece, la regione. "Le agenzie del trasporto pubblico locale sono libere di decidere se applicare o meno gli aggiornamenti Istat. Spetta a loro, in ultima analisi, la scelta se porre in essere o meno le rimodulazioni delle tariffe ed eventualmente come accordarsi o compensare le aziende che prestano il servizio", la versione del Pirellone affidata a una nota di giovedì pomeriggio firmata dall'assessore alle infrastrutture e trasporti, Claudia Maria Terzi. 

“Va sempre ricordato – ha proseguito l’assessore - che le agenzie dipendono principalmente dalle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia e per il caso di Milano anche dalla città metropolitana. Nello specifico, proprio il caso di Milano è particolare: i servizi Atm sono tuttora gestiti dal Comune e il ricavato dei biglietti alimenta il bilancio comunale. Il comune, in quanto ente regolatore, può dunque proporre in autonomia di evitare aumenti dei biglietti facendovi fronte con il proprio bilancio". 

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