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Repertorio

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"Basta stage per non pagare lavoro": la petizione dei Giovani Democratici di Milano

Già raccolte quasi 5mila firme su change.org. Diverse le proposte per mettere fine al sistema di sfruttamento dei giovani

Si chiamano stage, pronunciato alla francese, o internship e ormai da moltissimi anni sono la consuetudine per i ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro. Di solito durano solo alcuni mesi e in teoria dovrebbero avere una finalità formativa. Ma chiunque abbia iniziato a lavorare nell'ultima decade sa bene come non sempre sia così. Perché questi tirocini sempre più spesso vengono utilizzati per avere manodopera a basso costo o addirittura gratis. Proprio contro questo malcostume delle aziende si rivolge la campagna di Giovani Democratici di Milano la cui petizione su change.org ha già raccolto quasi 5mila firme.

"Lo stage non è un contratto di lavoro - si legge sulla petizione online - ma è spesso abusato per sfruttare giovani a basso o nessun costo e senza tutele, sostituendo lavoro dipendente e lasciando gli stagisti precari e senza futuro. Dal 2014 i tirocini extracurricolari sono quasi raddoppiati fino a circa 370 mila l’anno. Sei mesi dopo la fine di uno stage meno di uno stagista su dieci è assunto a tempo indeterminato in quell’azienda: gli altri hanno contratti precari, sono di nuovo in stage o ancor peggio sono rimasti a casa".

"Lo stage non affama soltanto i giovani, ma anche le loro famiglie - continuano i Giovani Democratici - che sono costrette a mantenerli in un sistema precario che non permette loro di vivere autonomamente, costringendoli a passare da uno stage all’altro con poche certezze sul proprio futuro. A tutto questo vogliamo dire basta, vogliamo un vero contratto di lavoro e formazione".

Le proposte di Gd Milano per combattere il sistema di sfruttamento che ruota attorno agli stage sono diverse e vanno dal promuovere il contratto di apprendistato, dando incentivi alle aziende che lo utilizzano per assumere giovani, al mettere fine ai tirocini gratuiti e senza tutele, restringendo quelli possibili a una sola tipologia che preveda un giusto rimborso spese obbligatorio e che non sia più attivabile dopo tre mesi dalla laurea/diploma. "L’entrata nel mondo del lavoro - sottolinea la petizione online - non deve essere per forza un calvario di anni senza stabilità, senza diritti e senza la certezza di un domani".

"Stiamo vivendo un'epoca di grandi cambiamenti che rende necessario provare a costituire una società più giusta - ha commentato l'iniziativa sui social l'assessore all'urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran -. Va in questa direzione la campagna dei Giovani Democratici Milano per impedire l'utilizzo dello stage come formula per non pagare il lavoro. ll senso della mobilitazione è abbastanza intuitivo: è uno stage ciò che avviene durante il percorso formativo o appena dopo la sua fine, altrimenti va utilizzato l'apprendistato con tutte le leve contrattuali, di tutele e retributive ad esso connesse".

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