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Alla biblioteca Braidense di Milano 1.300 titoli rari di Umberto Eco

Nella biblioteca di Brera ricreato lo studiolo di Umberto Eco

Ci sono il suo faluto e i bastoni. Ci sono la mitica lampada verde e i fumetti di Mandrake. Oltre alla scala e a più di 1.300 titoli rari della sua 'Biblioteca semiologica, curiosa, lunatica, magica et pneumatica'. Da oggi la biblioteca Braidense di Milano ha lo studiolo di Umberto Eco, che è stato ricreato nella struttura di Brera e sarà aperto da domani agli studiosi. 

Lo studiolo preserva infatti il più possibile la collocazione dei libri che Umberto Eco - il filoso e saggista mancato nel 2016 - aveva voluto nella sua casa affacciata sul Castello Sforzesco di Milano. Una selezione di libri, che la famiglia ha donato al ministero della cultura, dà anche vita a una mostra curata dal direttore di Brera James Bradburne e ospitata alla Braidense.

Tra i 1.300 titoli rari ci sono 36 "incunaboli", cioè libri stampati con la tecnica dei caratteri mobili nel corso del '400. Sulla destinazione dei libri di Eco c'era stato una sorta di derby tra Milano e Bologna. Alla fine lo Stato italiano aveva acquisito l'intera biblioteca: la parte moderna era stata donata dalla famiglia, quella antica è stata ceduta per almeno due milioni di euro.

Il ministro Alberto Bonisoli, titolare dei beni culturali nel governo Lega Movimento 5 Stelle, impose l'indivisibilità con la sovrintendenza archivistica e libraria, complicando le cose: la famiglia fece anche un ricorso al Tar contro questa decisione. Poi la soluzione: la parte antica a Milano, alla Braidense, quella moderna a Bologna, all'università.
 

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