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Biblioteca europea / Porta Vittoria / Viale Umbria

Milano nel 2026 avrà la Biblioteca europea che aspetta dal 1999

Un nuovo progetto per rispondere ai cambiamenti nelle normative e sulla sostenibilità ambientale. Costerà 101,5 milioni di euro e sorgerà a Porta Vittoria

Nel corso del 2022 sarà scelto con un concorso internazionale il progetto della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic) di Milano, che verrà realizzata presso l'ex stazione di Porta Vittoria in viale Umbria (Calvairate) ed è stata già finanziata nell'ambito del Pnrr al capitolo sugli investimenti strategici sul patrimonio culturale. Il finanziamento con i fondi europei del Pnrr implica che l'opera venga completata entro il 2026. Il Comune di Milano e la Fondazione Beic sottoscriveranno un accordo con il ministero della Cultura per regolare gli impegni tra tutti i soggetti coinvolti.

Dalla mancanza di fondi all'ipotesi City Life

L'idea della Biblioteca europea risale al 1999. Il progetto originario della Beic (firmato da Peter Wilson) aveva vinto un apposito concorso nel 2001 ed era arrivato, nel 2008, alla fase esecutiva, per poi non essere realizzato per mancanza di finanziamenti ministeriali che, all'epoca, erano stati calcolati in 206 milioni di euro. Ma il 'sogno' della biblioteca europea a Milano non era mai stato veramente accantonato. Nel 2012, ad esempio, l'amministrazione (guidata da pochi mesi dal centrosinistra con Giuliano Pisapia) pensò a realizzarne una 'versione ridotta' a City Life, dove nel frattempo era stato escluso il Museo d'arte contemporanea progettato dall'architetto Libeskind, una delle 'firme' del quartiere. Nel 2021, un gruppo di lavoro ha ridefinito le funzioni della biblioteca che, rispetto all'idea originaria di tanti anni fa, assumerà anche le funzioni attualmente svolte dalla Sormani in qualità di 'biblioteca centrale' del sistema milanese.

La biblioteca-mondo

Sono comunque confermati i presupposti culturali che erano alla base dell'idea originaria: "Una biblioteca-mondo che, grazie alla presenza di importanti collezioni, in formato fisico e digitale, è in grado di documentare storia, cultura, realtà socio-economica e lingue del continente europeo, rafforzando soprattutto nei giovani l'abitudine al confronto tra le diverse culture che la abitano, trasformandolo in un laboratorio di conoscenza con infinite possibilità di crescita e trasformazione, grazie anche a un'informazione sempre più accessibile", come spiega Tommaso Sacchi, assessore alla cultura.

Il nuovo 'concept' ha tenuto conto delle nuove normative antisismiche, antincendio e sulla sostenibilità ambientale, nonché sull'esigenza di contenere il consumo di suolo. E anche della centralità sempre più grande della cultura digitale, nonché di un accesso più 'orizzontale' alla conoscenza, che ormai avviene in modo molto dinamico e veloce grazie alle tecnologie digitali.

36 mila metri quadrati in posizione 'super connessa'

La biblioteca occuperà 36 mila metri quadrati, molti meno degli oltre 80 mila del progetto originario, e l'impatto economico si riduce a 101 milioni e mezzo già previsti nel bilancio dello Stato nell'ambito del Pnrr, a cui potranno eventualmente essere aggiunti fondi pubblici o privati. "Un nuovo polo culturale nell’arco est di Milano, già al centro di recenti progetti di rigenerazione urbana come quello dell’area dell’ex Macello, in linea con il processo di rinnovamento della città pubblica in atto da tempo e che stiamo sempre più potenziando. La localizzazione è confermata nell’ambito del piano urbanistico di porta Vittoria, ma con maggior attenzione all’inserimento paesaggistico e ambientale grazie anche ad un ridimensionamento legato alle modalità di comunicazione che si sono affermate di recente", il commento di Giancarlo Tancredi, assessore alla rigenerazione urbana.

Oltre alla stazione di Porta Vittoria del passante ferroviario (a poche centinaia di metri), la biblioteca si trova vicina alla fermata Dateo (passante ferroviario e futura linea M4) e ben connessa alle principali sedi universitarie della città di Milano.

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