Mercoledì, 16 Giugno 2021
Attualità Trenno / Via Novara

Se all'hub vaccinale vietano l'ingresso in bici perché è un "drive through" (ma in moto si può andare)

Il caso: un attivista antismog va in bici al centro vaccinale di via Novara (il drive through "Parcheggio Trenno") e solo dopo diverse insistenze riesce a farsi vaccinare

Può un centro vaccinale organizzato come drive through ospitare persone in bicicletta? Finora nessuno s'era posto il problema. Ci voleva un attivista antismog per parlarne. Il centro vaccinale al "Parcheggio Trenno" (un nome che trae ancora in inganno, fin da quando era hub per i tamponi: non è al Parco di Trenno e nemmeno nel quartiere di Trenno, ma in via Novara quasi al confine con Settimo Milanese, lungo la corsia d'ingresso in città) è di regola accessibile in automobile, lo dice anche il nome: drive, guidare.

Ma ha senso impedirne l'ingresso in bici? Non per Marco Ferrari, attivista di Genitori Antismog, che vi si è recato in bicicletta (suo mezzo di trasporto abituale a Milano) la mattina di venerdì 4 giugno per effettuare il vaccino anti covid. E, sulle prime, si è visto negare appunto l'accesso. «Mi metto in coda dietro a qualche auto, ma già all'ingresso i responsabili della protezione civile mi fanno cenno di avvicinarmi e mi spiegano che non possono farmi entrare in bici», racconta Ferrari in un post su Facebook aggiungendo che, nelle istruzioni pervenute via email, non era specificato che fosse obbligatorio presentarsi in auto. «Al che, mi fanno vedere il totem, dove è scritto che possono accedere solo le "autovetture"», prosegue.

Un sergente dell'esercito, alle sue rimostranze, gli ha risposto che le indicazioni "dall'alto" sono quelle di non accettare persone a piedi o in bicicletta (mentre si fa eccezione per chi arriva in moto, e non si capisce perché). Tant'è vero che non pochi arrivano in taxi o con le auto del car sharing. Ma poi, prosegue Ferrari, un addetto ha commentatp tra sé e sé: «Certo che, se ogni cento auto, si presenta una bici, allora c'è qualche problema di comunicazione».

Le moto sì, le bici no

Un responsabile di Ats, a sua volta, ha spiegato all'attivista e aspirante vaccinando che, dopo la somministrazione, è previsto un periodo di osservazione di un quarto d'ora. «Se si sta seduti in auto è un conto, in bici non è previsto uno spazio», le sue parole. Basterebbe qualche sedia per ovviare e, alla fine, così è stato fatto: Ferrari è stato vaccinato ed è stata trovata una sedia per farlo sedere durante il quarto d'ora di osservazione. 

Mentre si trovava nell'area, Ferrari ha visto le moto transitare insieme alle auto. «Ecco che viene fuori l'arretratezza di questo Paese», commenta su Facebook: la bicicletta è considerata «un mezzo di trasporto marginale, quasi un fastidio. E la discriminante non sono neanche le due ruote, ma non avere il motore a scoppio». Infine l'appello al generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario nazionale sull'emergenza covid: «Fai aggiungere qualche sedia e un gazebo per noi ciclisti al 'drive-thru', così che sia anche 'bike-thru'».

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