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La Bicocca è impegnata a salvare e studiare la foce del fiume più importante della Liguria

Un'iniziativa di ricerca sul fiume Magra e una mostra

Storici, sociologi, geologi e micropaleontologi insieme per preservare la foce del fiume Magra, in Liguria, e valutare l'efficacia delle misure adottate per difendere il territorio. I ricercatori dei dipartimenti di Sociologia e Ricerca sociale, Scienze dell'Ambiente e della Terra e Biotecnologie e Bioscienze di Milano-Bicocca, da circa sei mesi, sono impegnati in un lavoro multidisciplinare per approfondire la relazione tra conseguenze delle piene eccezionali del fiume, trasformazioni climatiche e azione antropica.

Il Magra è il principale fiume della Liguria per portata d'acqua alla foce. Sorge nei pressi di Pontremoli (Massa-Carrara) s ha lo sbocco nel mare ad Ameglia (La Spezia). Scorre lungo un territorio stretto fra i monti e il mare, sede di insediamenti umani fin dal 500 a.C.; come il resto della Liguria, è un luogo soggetto a eventi climatici molto violenti, con conseguenze gravi per abitanti e attività produttive.

Il team di ricerca guidato da Gregorio Taccola è impegnato nell'analisi della dinamica geologica delle alluvioni negli ultimi millenni e della risposta culturale e sociale che le comunità della foce del Magra hanno dato a questi eventi catastrofici. E adesso la ricerca, finanziata grazie al bando Bicocca Starting Grants 2020, diventa anche una mostra. "Memorie del Magra" non presenta i risultati finali della ricerca, ancora in corso, ma è parte del progetto che condivide fonti, metodologie e domande con le comunità della foce per favorire una maggiore consapevolezza delle problematiche che riguardano la storia geologica e umana del territorio.

La mostra sul Magra

La mostra è strutturata attraverso quattro linee tematiche per illustrare il contesto geologico e umano della foce del fiume Magra: la storia geologica del bacino del fiume Magra, la foce del fiume negli ultimi duemila anni, il governo del territorio e le vie di terra e di acqua che lo attraversano.

La trasformazione degli spazi di vita delle persone e la mutata relazione di questi spazi con quelli del fiume è rievocata attraverso i frammenti delle memorie conservate dalle comunità della foce: immagini fotografiche raccolte dal progetto grazie al contributo attivo e partecipato di queste comunità.

Anche i focus su Bocca di Magra e Fiumaretta, che tracciano i tratti essenziali dello sviluppo storico di queste comunità, aumenteranno grazie al contributo dei cittadini del posto. La mostra sarà fruibile dal 28 luglio per le vie di Bocca di Magra e Fiumaretta con le quattro linee tematiche e i focus sulle comunità della foce; nella seconda metà di agosto verrà allargata con la narrazione per immagini e a settembre si amplierà ulteriormente.

La mostra ospiterà anche un intervento di arte pubblica realizzato in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Carrara. L'approfondimento scientifico si accompagna a una fondamentale azione di coinvolgimento delle comunità del territorio che partecipano attivamente anche nella produzione della mostra, offrendo gli spazi per l'allestimento e parte del materiale esposto.

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