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Perché aumenta il prezzo dei biglietti Atm (ed è caos politico)

Tra chi chiede al comune una battaglia legale e chi sottolinea le responsabilità della regione, è bagarre politica sull'aumento dei biglietti di Atm

Qualcuno sottolinea le responsabilità di chi ha preso quella scelta. Qualcun altro chiede di arrivare davanti agli organismi giudiziari competenti. E qualcun altro ancora si appella a una sorta di "resistenza" massima. L'aumento dei biglietti Atm - i ticket saranno rincarati di una 20ina di centesimi almeno entro fine anno - ha messo in agitazione la maggioranza del comune di Milano, guidato da Beppe Sala. Il nuovo rialzo dei prezzi, dopo quello del 2019, è reso praticamente obbligatorio da una legge regionale che impone di adeguare le tariffe all'inflazione. E così mercoledì mattina l'agenzia del trasporto pubblico locale non ha potuto far altro che "recepire" la norma, decidendo di cambiare i prezzi dei titoli di viaggio giornalieri, "salvando" gli abbonamenti. 

Una scelta che, però, evidentemente, non è bastata a placare i malumori di palazzo Marino. Tra i più critici, l'assessore alla mobilità, Arianna Censi. "Regione Lombardia, con una legge approvata a luglio, ha obbligato noi e tutti i comuni e le province facenti parti dell’agenzia del trasporto pubblico locale ad aumentare i prezzi dei biglietti per l’adeguamento Istat. Mi stupisce molto che chi a livello nazionale continua a promettere di abbassare le tasse, poi a livello locale, dove governa da anni, si comporti esattamente all’opposto, costringendo all’aumento tariffario", si è sfogata giovedì mattina sui social. E ancora: "Ma questa volta non possiamo consentire loro di tirare il sasso e nascondere la mano. Noi e gli altri soci dell'agenzia del Tpl siamo stati messi di fronte ad una scelta già presa. In sostanza, l'aumento deve scattare obbligatoriamente per rispettare la normativa regionale che impone alle società dei trasporti - compresa Atm - di adeguare i prezzi all'inflazione. A quel punto abbiamo scelto di tutelare chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici, decidendo di non aumentare i prezzi degli abbonamenti e intervenendo esclusivamente sui titoli occasionali. Se avessimo potuto scegliere sin dall’inzio - ha chiarito Censi - non avremmo di certo deciso ora l’adeguamento tariffario all’Istat, in un momento economicamente difficile per i cittadini". 

Di quanto aumentano i biglietti Atm

Fibrillazione anche nel Pd: "In un periodo come quello che stiamo vivendo pensare di aumentare il biglietto dei mezzi pubblici è una decisione sbagliata, ingiusta e assurda", hanno attaccato i consiglieri comunali dem Alessandro Giungi, Natascia Tosoni, Daniele Nahum, Simonetta D'Amico. "Sbagliata perché disincentiva l'uso dei mezzi pubblici dopo che il covid ha portato a una drastica riduzione del loro utilizzo, ingiusta perché penalizza ulteriormente i tanti cittadini già in grave difficoltà economica, assurda perché non è una decisione del comune di Milano ma un'imposizione di regione Lombardia tramite un provvedimento del luglio 2022". 

"Esautorare il consiglio comunale di Milano, democraticamente eletto dai cittadini milanesi, dalla potestà di decidere sul piano tariffario del trasporto pubblico, come regione Lombardia fa con il provvedimento di cui sopra, imponendo un aumento che riteniamo del tutto ingiustificato, è circostanza che denunceremo in ogni sede opportuna - hanno assicurato -, ricordando come la regione sia la responsabile di tale scelta". E proprio loro hanno già promesso battaglia: "Auspichiamo che il comune ponga in essere ogni azione possibile davanti agli organismi amministrativi e giudiziari competenti, per difendere i cittadini milanesi e il trasporto pubblico locale da una simile misura. Noi presenteremo ogni tipo di atto in consiglio comunale che possa aiutare a contrastare questo aumento e le relative conseguenze negative ad esso connesse". 

Sulla stessa lunghezza d'onda Angelo Turco, consigliere del Pd, che ha affidato ai social le sue riflessioni. "Da ieri sera i giornali parlano di un possibile aumento dei biglietti Atm. Noi consiglieri comunali non ne sappiamo niente e lo scopriamo dai quotidiani, come avviene ormai praticamente per qualsiasi cosa. La causa sarebbe un adeguamento Istat determinato da una nuova norma della regione Lombardia approvata a luglio. Un altro colpo di mano in salsa leghista che, però, politicamente sarà scaricato sui comuni", ha rimarcato. "In tutta Europa si incentiva il trasporto pubblico come scelta strategica e culturale, in Lombardia si fa pagare di più? Assurdo, insultante", ha concluso. 

Decisamente contrario anche Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi: "Chiediamo la convocazione urgente del comune di Milano, chiediamo di fermare tutto e di discuterne in consiglio comunale e in città metropolitana. Si può e si deve resistere alla disposizione regionale come fatto tante altre volte", ha scritto in una nota. "È sbagliatissimo in un momento in cui viene chiesto ai cittadini di lasciare l'auto e usare il mezzo pubblico. Il comune - ha ribadito - non deve essere complice di questa decisione. Non combatterla con tutti i mezzi politici, tecnici e procedurali sarebbe terribilmente colpevole".

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