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Venerdì, 3 Febbraio 2023

La proposta

Massimiliano Tonelli

Opinionista

Il bilancio di Atm piange? Combattiamo le auto private

Si punta ad aumentare i biglietti e a tagliare i servizi penalizzando gli utenti dei mezzi. O a elemosinare più soldi a Roma. Ma la soluzione è dietro l'angolo

Suonano gli allarmi sul bilancio 2022 della città e sulle previsioni per il 2023. "Il problema che abbiamo si chiama trasporto pubblico" dicono da Palazzo Marino. "La bigliettazione rispetto agli anni migliori è crollata di oltre il 20% fanno eco da Atm".

I motivi del calo dei passeggeri su tram, bus e metropolitane sono vari. La recondita paura del covid, la scarsa voglia di starsene accalcati, il ricorso sempre più frequente al lavoro da casa. Tutto vero: ma c'è dell'altro. Come abbiamo ribadito più volte su queste pagine, Milano continua ad essere una città dove l'abuso dell'auto privata è di fatto agevolato da politiche della sosta incomprensibili ed inedite rispetto ad altre città paragonabili: una percentuale sbalorditiva di suolo pubblico è utilizzata come garage a cielo aperto e alle auto viene consentito addirittura di invadere diffusamente marciapiedi, aiuole e passaggi pedonali. Si tratta di decine e decine di migliaia di persone che, consapevoli di trovare comunque un parcheggio irregolare ma tollerato, ogni giorno rinunciano ad utilizzare il mezzo pubblico, a sottoscrivere un abbonamento, a pagare un biglietto.

Meno mezzi privati, più abbonati

Una politica più civile sulla sosta, con lo stop alla tolleranza delle auto sui marciapiedi ad esempio (raggiungibile agevolmente con semplici elementi di arredo urbano), potrebbe riportare sui mezzi pubblici numerosi passeggeri perduti. Atm ne avrebbe un beneficio diretto (più biglietti e abbonamenti) e un beneficio indiretto (strade meno congestionate e bus e tram più veloci, puntuali e con minori consumi).

La città invece continua a immaginare la sua mobilità pubblica e privata come se l'oceano di lamiere posteggiate un po' dovunque sia qualcosa di inevitabile, inscalfibile, connaturato. Parte dell'identità cittadina. Beh, non è così. Anzi, questo è proprio l'elefante nella stanza delle politiche del Comune di Milano: tutti sanno quale è il problema, ma tutti fanno finta di non vederlo anche se i cittadini finalmente si stanno svegliando

E allora per risolvere i bilanci in rosso di Atm non si pensa a come aumentare i passeggeri, bensì si progetta di rincarare i biglietti (penalizzando chi i mezzi già li usa) e si domandano maggiori risorse a Roma (a detrimento della fiscalità generale e del debito pubblico). Peccato che l'unica strada per incentivare il trasporto pubblico sia ostacolare il trasporto privato rispetto al quale oggi c'è un lassismo inaccettabile in una città che regala o svende il 75% del proprio reticolo viario alle auto. La prospettiva dell'immediato futuro? Chi sceglie di comportarsi in maniera civile spostandosi in metropolitana pagherà più soldi per tamponare le falle di bilancio di Atm o avrà servizi tagliati e meno puntualità; chi invece insisterà ad arrampicarsi con il suv sopra le radici degli alberi e sopra ai marciapiedi continuerà a non pagare nulla facendo il proprio comodo a spese degli altri cittadini. 

Cosa è serio e rigoroso?

"Bisogna fare un discorso serio, rigoroso e sincero ai cittadini" ha dichiarato il sindaco Beppe Sala preannunciando tagli. Ma l'unico discorso serio - che darebbe un significativo contributo al bilancio, alla sostenibilità, al benessere e al funzionamento della città - Milano continua a non volerlo fare: riguarda lo stop ad un utilizzo patologico, abusivo e prepotente delle autovetture private. Uno stop netto che ormai da decenni ogni città in Europa ha posto in essere. Cosa aspettiamo?  

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