Ingoia una stellina di metallo e rischia di soffocare: bimbo salvato con la "mini pinza"

L'operazione è avvenuta nella notte al Niguarda. In un'ora il piccolo è stato "liberato"

La stellina nella trachea del bimbo

Per oltre un giorno ha tenuto quell'oggetto nella trachea, fino a quando ha iniziato a respirare sempre più a fatica. Così è scattata la corsa in ospedale e in un attimo si è messa in moto la macchina salva vita. Intervento "speciale" nella notte tra mercoledì e giovedì al Niguarda di Milano, dove un bimbo di 8 anni è stato operato d'urgenza dopo aver ingoiato una stella di metallo del diametro di un centimetro e mezzo che stava rischiando di farlo soffocare. 

Il piccolo era stato portato in un altro ospedale, ma è poi stato trasferito al Niguarda, dove c'è un’équipe multidisciplinare specializzata con chirurghi toracici, endoscopisti, anestesisti, rianimatori e infermieri specializzati. 

“Abbiamo deciso di intervenire nell’immediato, il piccolo infatti era gravemente asfittico nonostante la stellina fosse stata inalata da tempo, da circa un giorno - racconta Massimo Torre, direttore della chirurgia toracica -. Non si poteva aspettare oltre, alle due della notte la sala operatoria e l’équipe erano pronti per la procedura di rimozione”. 

L'intervento, durato un'ora, è stato condotto attraverso un broncoscopio introdotto dalle vie aeree con 6 millimetri di diametro. “Attraverso questo strumento si inserisce una particolare pinza miniaturizzata con cui si va ad estrarre l’oggetto inalato - spiega Serena Conforti, responsabile della chirurgia endoscopica del torace -. Si tratta di un’operazione molto delicata che richiede un alto grado di specializzazione per evitare danni alle strutture. In questo caso il corpo era posizionato nella parte alta della trachea appena sotto le corde vocali. Per i bambini più piccoli invece si utilizzano broncoscopi con un diametro di 3-4 millimetri, si tratta di cannule dello spessore di una penna con spazi di manovra ancora più limitati e nei casi più difficili i tempi di intervento possono allungarsi arrivando a superare anche le 3 ore. Le più insidiose da togliere sono le noccioline, spesso si frammentano e sono difficili da agganciare, a volte abbiamo bisogno di sagomarle con un laser endoscopico miniaturizzato per creare un appiglio per l’estrazione”.

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Dopo più o meno 60 minuti, fortunatamente, l'operazione è finita e il piccolo è tornato a respirare senza problemi. Proprio grazie ai medici del Niguarda. 
 

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