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Il blitz

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Blitz contro la Dad alla Statale di Milano: "Vogliamo tornare in aula"

"Politici, rettori, ministri date risposte subito", ha chiesto il collettivo Kasciavit

Risposte, il ritorno in aula e più attenzione per il mondo universitario. Queste in sintesi le richieste dei ragazzi che lunedì 1 febbraio, armati di cartelloni e megafoni, hanno dato vita un piccolo blitz nella sede di via Festa del Perdono dell'Università degli Studi di Milano.

"La prorogata chiusura delle Università - si legge in una nota del collettivo Kasciavit che ha messo in scena la protesta - rischia di far precipitare il numero di iscritti e la crisi sociale che si sta abbattendo sul nostro paese comporterà gravi ripercussioni sui neolaureati: già nei primi mesi del 2020 il tasso di occupazione, a un anno dalla laurea, era al 65% tra i laureati triennali, con un calo del 9% dal 2019".

Quella denunciato dai militanti del collettivo è una situazione in cui non si investe abbastanza negli atenei, non si ritiene necessaria la loro riapertura e si realizza "un piano didattico disomogeneo e classista", come afferma Kasciavit, specificando che "la perpetuazione della didattica online ha escluso migliaia di studenti che per motivi tecnici (mancanza di strumenti, spazi, necessità lavorative…) non hanno potuto seguire le lezioni".

"Nonostante le università rappresentino la spinta motrice per la ripresa del nostro paese - conclude la nota del collettivo - nella bozza del Recovery Fund elaborata dall’ultimo governo, solo 11,7 miliardi (su un totale esiguo di 28mld dedicati all’istruzione) sono dedicati alla voce 'Dalla Ricerca all’Impresa'. Investimenti che non mirano però ad innalzare la qualità dei nostri atenei, ma 'il potenziale di crescita del sistema economico' (...). Il diritto all’istruzione passa sempre più in secondo piano in un sistema capitalista dove il futuro sembra non dipendere più dalle nostre menti, ma dalla nostra capacità di produrre per alimentare l’infinita catena del crescere o morire, rischiando però che a morire sia il diritto allo studio, se non il diritto al futuro".
 

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