Bollate (Milano), terreno confiscato alla mafia viene trasformato in un bosco

L'area di 2.953 metri quadrati verrà riqualificata e messa a disposizione della cittadinanza

La vicina oasi 'Il Caloggio'

Un terreno che apparteneva alla criminalità organizzata confiscato, trasformato in un bosco e restituito ai cittadini. Accade nell'area di via Verdi a Bollate, nord di Milano, dove in questi giorni sono iniziati i lavori di riqualificazione.

Con una superficie di circa 2.953 metri quadrati, lo spazio - che oggi si presenta come un bosco degradato di latifoglie e pieno di rovi - si trova davanti all'Oasi Wwf 'Il Caloggio' ed è collocato nella zona della valle del torrente Nirone e al limite meridionale del Parco Regionale delle Groane. 

Grazie alle opere in corso il terreno, acquisito dal Comune di Bollate, diventerà un un bel bosco completamente riqualificato e in continuità ecologico ambientale con gli ecosistemi naturali esistenti e in particolare con il fontanile confinante, recentemente ricostruito da Ersaf e Regione Lombardia nell’ambito dei progetti Expo 2015 'Le Vie d’Acqua'.

“Un’operazione importante - ha commentato l’assessore comunale alle politiche Ambientali e alla Legalità, Ida Maria De Flaviis - sia per il valore ambientale che per il significato civico rappresentato dall’opportunità di utilizzare e mettere a disposizione della collettività un bene sottratto alla criminalità organizzata. Questo passaggio dall’illegalità alla legalità mirata al bene comune può solo rendere orgogliosa l’amministrazione comunale”.

Il piano

Il bosco al momento ha piante infestanti, alberi aggrediti da rampicanti e fusti a rischio caduta, oltre a cumuli di rifiuti abbandonati nel tempo e interrati. Gli interventi - che dovrebbero essere ultimati il 31 marzo 2021 - prevedono la rimozione e smaltimento dei rifiuti, il contenimento e l’eliminazione delle specie esotiche o non caratteristiche del territorio, la rimozione delle essenze arbustive infestanti, il diradamento delle essenze arboree decedute, con fusto inclinato o a rischio schianto, il rinfoltimento e rimboschimento con nuove essenze autoctone.

In totale, inoltre, verrano messe a dimora 200 piantine forestali  tra cui aceri, ciliegi, frassini e olmi. Circa 250 piantine forestali di arbusti, poi, andranno a creare una fascia di confine e nell'area verrà installata una bacheca didattica e informativa con l’illustrazione delle caratteristiche ecologiche locali.

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