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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Caccia in Lombardia, il governo impugna le nuove norme regionali

Sotto accusa alcune norme entrate in vigore a dicembre 2018: "Invadono le competenze dello Stato"

Il governo ha deciso di impugnare alcuni articoli sulla caccia all'interno della legge regionale lombarda sulla semplificazione del 4 dicembre 2018 rilevando quattro possibili illegittimità. Lo rende noto la Lac (Lega abolizione caccia) che, con altre associazioni ambientaliste (tra cui la Lav, l'Enpa, il Wwf e la Lipu) aveva presentato un esposto al governo per invitarlo a prendere la strada dell'impugnazione.

"E' scandalosa la pratica di legiferare da parte di alcune Regioni approvando disposizioni che, già in partenza, si riconoscono come illegittime", commenta la Lac. La valutazione del governo è che alcune disposizioni invadano la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, inserita nell'articolo 117 della Costituzione tra le competenze esclusive dello Stato.

Gli articoli contestati riguardano la possibilità di non annotare immediatamente gli animali appena abbattuti sul tesserino venatorio, le distanze minime dai luoghi di lavoro e dai fabbricati rurali in caso di attività venatoria da appostamento, la possibilità del cacciatore di praticare la caccia sia con appostamento fisso con richiami vivi sia in forma vagante e, infine, la misurazione delle distanze di sicurezza degli appostamenti di caccia rispetto ai fabbricati, che vanno calcolati in distanza lineare e non considerando la morfologia del terreno.

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