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La Lombardia vuole ammazzare 20mila piccioni

Dalla regione via libera al "controllo mediante abbattimento del colombo di città"

La Lombardia dichiara guerra ai piccioni. Lunedì, su proposta dell'assessore all'agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, Fabio Rolfi, la giunta regionale ha infatti autorizzato "il controllo mediante abbattimento del colombo di città". L'obiettivo, hanno fatto sapere dal Pirellone in una nota, è "prevenire gravi danni alle colture agricole".

Le colture che hanno subìto i danni più rilevanti, ha chiarito ancora la giunta, sono "avena, colza, erba medica, frumento, girasole, mais, orticole, orzo, riso e soia. Il prelievo - hanno proseguito dalla regione in una nota - potrà essere effettuato dal 19 settembre 2021 al 31 gennaio 2022 su tutto il territorio regionale" e "le operazioni di abbattimento dovranno essere effettuate entro 100 metri dai confini degli appezzamenti agricoli interessati dalla presenza del colombo di città".

I piccioni da abbattere saranno "un massimo di 20mila", con "800 cacciatori autorizzabili al controllo della specie". "Questa specie - ha dichiarato Rolfi - negli ultimi quindici anni ha causato danni per oltre 1 milione di euro all'agricoltura. Nel 2020 i danni ammontano a 100mila euro in tutta la Lombardia. In considerazione dell'aumento dei danni e della diffusione del piccione, e visto che i metodi dissuasivi non funzionano, riteniamo opportuno un intervento che è stato autorizzato da Ispra", l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

"La Lombardia - ha ricordato l'assessore - è la prima regione agricola d'Italia e l'agricoltura va difesa anche attraverso una alleanza sempre più stretta tra mondo agricolo e venatorio. Il nostro sistema agroalimentare - ha concluso Rolfi - sarà il principale protagonista della ripartenza economica e vogliamo mettere in campo tutte le azioni utili per tutelare il lavoro degli agricoltori".

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