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L'incontro

Da Armani ad Alviero Martini, Milano studia un protocollo anti caporalato

L'incontro si è tenuto in prefettura a Milano

"Individuare buone pratiche di natura preventiva" per contrastare lo sfruttamento della manodopera nel settore della moda, attraverso un protocollo ad hoc. Si tratta dell'obiettivo del tavolo in materia aperto lo scorso 8 maggio in prefettura a Milano. Lo si legge in una nota di Fabio Roia, presidente del Tribunale, diffusa a seguito della prima riunione alla quale hanno presenziato anche il prefetto Claudio Sgaragli, la procuratrice aggiunta Alessandra Dolci e i rappresentanti del settore moda e artigianato, oltre che l'Ispettorato del lavoro e il Poltecnico di Milano.

La necessità è nata a seguito delle indagini condotte dal pm Paolo Storati nell'ambito delle inchieste che hanno visto coinvolte Alviero Martini e Armani, entrambe accusate di non aver posto il giusto controllo sulla filiera produttiva che - a monte - si basava sul caporalato. 

"È stato deciso di utilizzare le competenze degli attuali amministratori giudiziari nominati dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale delle due procedure avviate nei confronti delle due società per individuare dei presidi comuni da proporre come modelli da adottare dalle imprese che verranno discussi nelle prossime riunioni. E questo per arrivare a un protocollo finale per fermare il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori”, si legge nella nota.

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