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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Il cardinale che ricondivide la canzone di Ghali

Nonostante le polemiche sul pezzo presentato a Sanremo dal cantante milanese, c'è chi nella Chiesa ha trovato quelle parole "giuste"

Ghali è stato offensivo. Ghali è stato coraggioso. Due le polemiche che hanno caratterizzato questo festival di Sanremo e una indubbiamente ha visto protagonista il cantante milanese Ghali. Ma c’è chi, inaspettatamente, ha espresso la propria ammirazione. 

Un’escalation che prima ha visto l’intervento del capo della comunità ebraica a Milano, Walker Meghnagi, che si era appellato unicamente al testo della canzone. Quella frase “Ma, come fate a dire che qui è tutto normale. Per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale. Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane” che aveva infastidito particolarmente gli ebrei in Italia. Poi, l’ultimo colpo sparato sul palco dell’Ariston: “Stop al genocidio” che ha scatenato persino i vertici Rai, che si sono sentiti in dovere di sostenere la causa israeliana in diretta tv. Ma c’è chi quella canzone di Ghali l’ha apprezzata e persino condivisa.

Il post X del Card. Ravasi

Il Cardinal Gianfranco Ravasi, qualche giorno fa, ha pubblicato un post su X riprendendo alcuni versi di Ghali: “Siamo tutti zombie col telefono in mano, sogni che si perdono in mare. Ma qual è casa tua, ma qual è casa mia. Dal cielo è uguale, giuro”. Ravasi, lombardo di nascita, ricopre il ruolo di presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. Ha servito per anni la curia milanese e tra il 1988 e il 2017 ha condotto la parte biblica del programma religioso “Le frontiere dello spirito”, su Canale 5. 

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