Attualità Fiera / Via Correggio, 1

A Milano nasce un 'centro rehab' per uomini violenti

Risulta attivo dal 15 luglio in via Correggio, zona Buonarroti. Obiettivo difendere le donne

Repertorio

Un centro per monitorare gli uomini violenti e, in questo modo, proteggere le donne. È questo l'obiettivo di CeOm, il nuovo Centro Orientamento e Monitoraggio, attivo a partire dal 15 luglio in via Correggio, 1, zona Buonarroti.

Il centro, dedicato agli uomini con problemi di violenza, costituisce il primo tassello del progetto sperimentale U.o.m.o, realizzato da Ats Città Metropolitana di Milano insieme a sei realtà esperte nel trattamento degli uomini violenti. In via Correggio 1 lavorerà un'équipe di esperti criminologi, psicoterapeuti, educatori, i quali, in sinergia con Ats Città Metropolitana di Milano, si occuperanno di accogliere le richieste di trattamento degli uomini violenti o a rischio di commettere atti violenti nell’ambito delle relazioni intime, di definire il percorso di riabilitazione più idoneo e di monitorare periodicamente l’andamento di ogni singolo caso.

Attivo dal 15 luglio, CeOm sarà il punto di riferimento per le segnalazioni dei servizi territoriali ma rimarrà anche aperto agli accessi spontanei da parte degli uomini che decidano autonomamente di farsi aiutare. Il Centro sarà aperto ogni lunedì (9-13), martedì (9:30-13:30 e 15-19) e giovedì (9-13, 14-18). Per accedere sarà necessario prendere appuntamento telefonando allo 02 84104462 o scrivendo a progettouomo21@gmail.com.

Il nuovo centro rientra nell'ambito del piano battezzato U.o.m.o (Uomini, Orientamento e Monitoraggio), che a Milano e nell’hinterland, dal 2021 fino ad aprile 2023, metterà a sistema le competenze di specialisti, servizi, enti e istituzioni che si occupano sia di tutela e supporto delle donne vittime di violenza sia del trattamento degli autori. L’iniziativa, finanziata da Regione Lombardia, con la regia di Ats Città Metropolitana di Milano, è affidata a una cordata di organizzazioni già inserite nelle reti antiviolenza ed esperte nell’attività di rehab degli uomini maltrattanti, ovvero Cipm - Centro Italiano per la mediazione penale (capofila del progetto), Fondazione Somaschi Onlus, Associazione Culturale Forum Lou Salomè, Cooperativa Sociale Onlus Dorian Gray, Progetto Savid - Università degli Studi Statale di Milano e Centro Ricerca Adv Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Contro la violenza di genere

Il Progetto U.o.m.o. nasce per rispondere in modo nuovo e integrato al problema della violenza nell’ambito delle relazioni intime, agendo non solo sul fronte della protezione delle vittime e della punizione dei responsabili ma anche su quello della prevenzione primaria e della recidiva. Questo attraverso percorsi rivolti agli uomini per individuare e trattare le problematiche culturali e relazionali connesse alle situazioni di abuso. I più recenti dati relativi al fenomeno della violenza di genere, infatti, mostrano che il solo intervento penale non è né tempestivo né funzionale nel rispondere al problema - come fanno notare i promotori del progetto - con un quarto delle denunce archiviate e l’89% delle sentenze che diventano definitive dopo 3 anni (Commissione d’inchiesta femminicidio, 2018). La Lombardia, in particolare, ha il triste primato di femminicidi (Eures 2019), ammonimenti e allontanamenti (Ministero dell’Interno, banca dati Sdi - Ssd).

“L’aspetto innovativo di questo progetto consiste nel dare efficacia alla prevenzione e alla lotta contro la violenza di genere attraverso un intervento integrato, come previsto dalla Convenzione di Istanbul”, afferma Paolo Giulini, Presidente Cipm. “Questo progetto – spiega la Rossana Giove, direttore socio sanitario di Ats Città Metropolitana di Milano - si integra con la funzione di governance che Ats esercita già da anni coordinando l'attività delle 8 reti interistituzionali che operano sul territorio a tutela delle vittime, grazie anche alla fattiva azione dei Centri Antiviolenza”. “La presa in carico degli uomini violenti ha l'obbiettivo di prevenire ulteriori violenze nei confronti delle donne e dei minori spesso coinvolti in un'azione integrata”, sottolinea Mirco Fagioli, direttore della Uoc, Programmazione sociosanitaria e sociale integrata di Ats.

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