Cernusco, apre libreria vicina a CasaPound: proteste in piazza, "no a questo oltraggio"

Nelle scorse settimane ha aperto la "Libreria Altaforte". Sabato presidio degli antifascisti

La libreria e Francesco Polacchi

Per qualcuno, proprietario e soci, sono affari, è una semplice libreria. Per qualcun altro, che quella libreria proprio non la vuole, è una sorta di "cavallo di Troia" dei neofascisti, un "oltraggio". A Cernusco sul Naviglio, paesone di 33mila anime a nord est di Milano, da qualche settimana c'è un nuovo "ospite", che sembra non essere gradito a tutti. È la "Libreria Altaforte", che nella prima settimana di novembre ha aperto un punto vendita in via Pontida, al civico 17, con due vetrine che danno sulla strada. Una libreria, insomma, nulla di strano. O forse no. 

Perché "Altaforte" è indissolubilmente legata al nome di Francesco Polacchi, 34 anni, ex referente nazionale di Blocco Studentesco e tra i volti nuovi più noti di CasaPound. Polacchi - che nella sua vita ha collezionato un processo per una rissa finita a coltellate in Sardegna, una denuncia per uno scontro a Roma con "rivali" di un centro sociale, un'altra denuncia per lo storico blitz del 2008 in piazza Navona con caschi e mazze in pugno e due condanne per un'aggressione a palazzo Marino a Milano e per i saluti romani al corteo per Ramelli - da qualche anno ha iniziato a fare l'imprenditore e i suoi investimenti sembrano, innegabilmente, ruotare proprio attorno a CasaPound. 

Il 34enne è infatti legato a Pivert - marchio d'abbigliamento che a Cernusco ha un punto vendita e i depositi -, al Primato Nazionale - giornale dalla chiara ideologia politica - e proprio alla Libreria Altaforte, che tra l'altro è l'editore della biografia di Matteo Salvini che lo scorso anno fu esclusa dal Salone del libro di Torino. 

Cernusco sembra stia quindi pian piano diventando una sorta di roccaforte delle giovani "tartarughe" - il simbolo di CasaPound è proprio una tartaruga - di Gianluca Iannone, numero uno del movimento di estrema destra e condannato pochi giorni fa insieme a Polacchi per i bracci tesi alla manifestazione per Ramelli dell'aprile 2019. A qualcuno, però, questa massiccia presenza in città sembra non piacere. Dopo il passa parola sui social, nato soprattutto dall'azione di "Martesana libera", il 5 dicembre a Cernusco si terrà una manifestazione alla quale parteciperanno numerose sigle antagoniste e antifasciste in arrivo da diverse province. 

"Come cittadine e cittadini democratici, antifascisti e che si ritrovano nei valori della Costituzione Repubblicana, preoccupati per l'ampliamento della presenza dei sedicenti 'fascisti del terzo millennio' nella nostra città dove già opera un loro negozio col marchio Pivert, esprimiamo totale contrarietà a un ulteriore spazio di agibilità per il noto gruppo neofascista. La cultura e i libri, infatti, non possono diventare il pretesto per legittimare idee e pratiche basate su violenza e sopraffazione, tanto meno possono essere utilizzati per contribuire al finanziamento di un’organizzazione che sarebbe ora di mettere fuori legge", l'appello che annuncia la manifestazione.

"Un territorio e una società civile vivace e inclusiva come la nostra, con forti radici nella resistenza partigiana e nella lotta per i diritti, non può accettare un simile oltraggio. Facciamo appello a tutti gli antifascisti e a tutte le realtà antirazziste, affinché si uniscano a noi in difesa dei valori dell'antifascismo", la "chiamata alle armi" degli antifascisti.

E la voce deve essere arrivata anche allo stesso Polacchi, che su Facebook ha risposto con un sibillino - ma neanche troppo - "ci faremo trovare pronti, anche perché ci stiamo rompendo il cazz...".

La replica della libreria: "I libri non appartengono a una parte politica"

"E tra le decine di sigle della screziata galassia antifà fa capolino “Martesana Libera”, che si definisce “assemblea di singoli e realtà” nata “con l’intento di “sviluppare percorsi di lotta nel territorio”. Leggasi, nel caso di specie: scagliarsi contro l’apertura della libreria Altaforte a Cernusco sul Naviglio (Milano). Per questa prode battaglia territoriale, la prodigiosa assemblea di “singoli e realtà” (bando alla disgregazione dell’io) pubblicizza su Facebook un apposito presidio. “Si può partecipare anche arrivando da altri comuni tramite autocertificazione”, si legge sulla pagina Fb dell’assemblea. “La dicitura corretta verrà comunicata nei prossimi giorni”. Della serie: tranquilli antifascisti di Milano e provincia, potrete passare un pomeriggio di contestazione a Cernusco sul Naviglio con la giustificazione portata da casa. “La cultura e i libri, infatti, non possono diventare il pretesto per legittimare idee e pratiche basate su violenza e sopraffazione”, tuonano gli organizzatori dell’evento, come riportato da Milano Today. Difatti solitamente cultura e libri tendono a rivelarsi utili per evitare di sparare scemenze di questo tipo. Sarebbe tremendamente divertente, non fosse avvilente, appurare che certuni pretendono di fornire lezioni “culturali” inveendo contro una libreria. Dal “vietato vietare” del maggio francese, i compagni sono passati al “vietato consentire”. Una trasmutazione alchemica da far impallidire l’effetto allucinogeno di una qualsivoglia luce psichedelica. In tutto questo non c’è alcun artificio letterario, nessun straniamento di Sklovskij, ad animare una protesta giullaresca. C’è soltanto lo sgomento di un Gollum in preda al terrore di aver perso il proprio “tessoro”. Nell’ottusa convinzione che libri e cultura possano appartenere soltanto a una parte politica, altrimenti viene meno il paradigma monopolistico costruito sulla presunzione di essere gli unici portatori del verbo. Che barba, che noia", replica la libreria ai contestatori.

Foto - Il "commento" di Polacchi alla manifestazione

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