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La consigliera per cui il Pride è "un ritrovo di disadattati schizoidi contro natura"

Le parole di Antonia Parisotto, Forza Italia, in consiglio comunale a Cesano Boscone

Ha parlato di "disadattati, soggetti schizoidi". Ha pontificato su un "processo binario" per cui "vi è maschio e femmina". Ha urlato che lì, in cinque anni, ci sono stati ventisei casi di violenza, "molto pochi". Musica e testo di Antonia Parisotto, avvocatessa e consigliera comunale di Cesano Boscone in quota Forza Italia. 

Il palco per il suo personale spettacolo è stata la seduta del consiglio di mercoledì sera, che si è svolta in videoconferenza. Dopo aver preso la parola per una "comunicazione" prima delle mozioni all'ordine del giorno, la consigliera ha voluto dire la sua sul Pride che si è svolto sabato a Milano e per cui proprio il comune di Cesano Boscone aveva dato il patrocinio. 

"All'esito di quella che è stata questa manifestazione, ci sarebbero molti argomenti da sviscerare proprio sul punto di odio e discriminazione - ha esordito la legale -. Si è trattato di una squallida manifestazione che nulla ha di culturale e per l'ennesima volta si è ritenuto di potere impunemente dileggiare in modo volgare simboli che appartengono a noi, una maggioranza di italiani, e non a una minoranza". 

E ancora: "Tutto è permesso perché contro l'odio e le discriminazioni è lecito l'odio e la discriminazione di quello che invece si discosta da quella lettura della realtà". Quindi, un po' di numero: "Ci risulta che nel nostro comune, dati alla mano, i casi di violenza e discriminazione siano veramente molto pochi - le parole della Parisotto -. Da quello che mi risulta ventisei in cinque anni". 

L'avvocatessa ha poi continuato chiedendo direttamente conto all'assessore Ilaria Ravasi, che aveva fortemente voluto il patrocinio. "Chiedo al comune e all'assessore che argomentino e spieghino in quali termini il nostro ordinamento legislativo non si ponga a garanzia anche della dignità di quanti hanno un diverso orientamento sessuale". Poi, in un crescendo: "È chiaro che al fondo di tutto vi è un preciso intento ideologico volto a far sì che la scientificità del dato per cui in natura, secondo processo binario, vi è maschio e femmina venga snaturato dalla realizzazione di un progetto che va contro l'umano". 

"Questo - ha proseguito la consigliera - è il fine perseguito con il Ddl Zan la cui conversione in legge è così caldeggiata anche dall'attuale giunta di Cesano". Bloccata dal presidente del consiglio e da altri colleghi, la Parisotto ha poi voluto concludere con una "mia comunicazione personale, a titolo puramente personale". 

"Chiunque abbia un po' di sale in zucca, sa benissimo che questi sono ritrovi di disadattati, soggetti schizoidi, in piena crisi dissociativa. E i ragazzini, invece, confusi e manipolati, lungi dall'aver alcun valore politico, hanno molto di psichiatrico e qualcosa di sulfureo. Questi spettacolini, se non avessero l'aiuto dei grossi e forti poteri occidentali, resterebbero fenomeni risibili di cui non ci sarebbe neanche da discutere ma visto che le cose stanno in modo diverso, mi auguro - ha concluso - che si arrivi alle estreme conseguenze". 

Le sue parole, chiaramente, non sono rimaste nell'aula virtuale del consiglio comunale di Cesano. I primi a intervenire sul tema sono stati "I Sentinelli" di Milano. "Ci aspettiamo che oggi stesso,  conscia della gravità di queste affermazioni pronunciate in un consesso istituzionale, Antonia Parisotto dia le dimissioni. Se ciò non avvenisse, diamo per scontato che le stesse siano pretese dal suo partito - hanno commentato -. La politica che si abbassa a un linguaggio del genere non è una cosa tollerabile. La mancanza di rispetto per le migliaia di donne, uomini e persone trans che partecipano ai Pride neanche. E poi ci vengono a dire che il Ddl Zan andrebbe stralciato perché è una «legge bavaglio» sulla libertà di pensiero. Qui il pensiero affonda dentro un delirio omolesbotransfobico".

Evidentemente contrariato anche il sindaco di Cesano, Simone Negri, che ha subito espresso "solidarietà all'assessora Ravasi per l'attacco personale subito" e condannato le "parole di odio sentite rispetto a chi ha partecipato al Pride".

"Il consiglio comunale si apre con una comunicazione della consigliera Parisotto, che in realtà vorrebbe essere un’interrogazione, ma si configura invece come un attacco alla mia persona per aver patrocinato la Milano Pride (il patrocinio l’ha dato la giunta, non io, una politica di lungo corso dovrebbe saperlo). La cosa grave è che diventa un attacco al ddl Zan e ai gay definiti come:
«Psichiatrici disadattati con un ché di sulfureo» - gli ha fatto eco la stessa Ravasi -. Voglio citare Luca Paladini, dei I sentinelli di Milano: «Ci meritiamo avversari migliori». Vogliono farvi credere che il ddl Zan non serva. Hanno paura".
 

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