Asilo paragonato a "scuola di ballo e canto": e il condominio sfratta i bambini e le maestre

Continua la "battaglia" tra il condominio e l'asilo "La Locomotiva di Momo". La storia

La protesta dei bimbi dell'asilo

Niente da fare. La "Locomotiva" deve fermarsi. 

Rischia seriamente di essere sfrattata la "Locomotiva di Momo", l'asilo di via Anfossi da tempo al centro di una "lotta" tra gestori dell'istituto e residenti del condominio che quell'istituto lo ospita. 

La battaglia tra asilo e condominio

L'ultima parola - ma non sarà la parola fine - l'ha scritta un giudice, che anche in secondo grado ha dato ragione agli abitanti del palazzo, costringendo di fatto l'asilo a chiudere. Già a maggio del 2016, in primo grado il condominio aveva vinto la battaglia legale, ma a luglio - dopo una protesta silenziosa dei bambini - l'avvocato dell'asilo aveva ottenuto la sospensiva della sentenza e dello sfratto

Secondo il tribunale - questa era stata la motivazione della prima sentenza - la proprietà della "Locomotiva", che ospita asilo nido e scuola dell'infanzia, aveva effettuato un cambio non consentito di destinazione d’uso da ufficio ad asilo. Contro quella motivazione, Cinzia D'Alessandro - titolare della struttura - si era opposta e aveva ottenuto una prima parziale vittoria. 

L'asilo come una "scuola di ballo"

Il 31 luglio 2018, data della sentenza di secondo grado, per lei e i suoi piccoli in tribunale è però arrivata un'altra sconfitta. Ma con una motivazione diversa.

I giudici d'Appello hanno infatti riconosciuto che non c'è stato nessun cambio di destinazione d'uso, ma hanno decretato la chiusura dell'istituto perché - questa la motivazione arrivata nei giorni scorsi - "rientra tra quelle specificatamente vietate dal regolamento condominiale".

L'asilo - questa la teoria dei giudici - è "una scuola ove si pratica notoriamente anche musica e canto", una pratica che andrebbe contro il regolamento condominiale che sancisce che "è vietato destinare gli alloggi a scuole di musica, canto e ballo e pensioni".

"La Locomotiva di Momo viene condannata a chiudere perché è noto che i bambini negli asili cantano e ballano: e quindi? - l'amara riflessione della D'Alessandro -. Possono anche cantare e ballare, cosa che onestamente non è nelle loro e nelle priorità del nostro progetto educativo, ma questo non significa che creino disturbo, né che un asilo nido diventa automaticamente una scuola di musica o canto". Ai quasi cento bimbi ospitati nella "Locomotiva" - ha assicurato la titolare - "insegniamo a crescere insieme, a stare insieme e a vivere nel rispetto delle regole", tanto che quest'anno l'asilo ha vinto un premio come miglior scuola d'Italia per un progetto che puntava sul rapporto con la natura e con la città. 

Asilo chiuso, lavoratori in strada

"Questa sentenza dice che i bambini non hanno gli stessi diritti degli altri cittadini, essi vengono giudicati sulla base di un’idea, che sono dei disturbatori per nascita. Non serve che l’Arpa abbia prodotto certificazione sul fatto che alcun disturbo esce dai nostri locali - ha recriminato la donna -. No, perché i bambini hanno il gene del disturbo e questo gene modifica persino la realtà: l’asilo nido diventa una scuola di canto e ballo".

"Questa sentenza dice anche che un’impresa nulla vale con i suoi investimenti in sicurezza ed ogni genere di certificazione. Qui finisce la speranza di un privato cittadino, di un’imprenditrice onesta e appassionata, di una pedagogista che crede che l’educazione possa salvare il mondo, di essere in un paese civile". E quei rischia di finire anche la storia della "Locomotiva di Momo" e delle ventiquattro persone - madri e padri di famiglia - che lì lavorano. 

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"Il condominio - ha spiegato Cinzia D'Alessandro a MilanoToday - ha già chiesto all'ufficiale giudiziario di eseguire lo sfratto e di far chiudere l'asilo con la massima urgenza. Noi abbiamo già presentato ricorso in Cassazione e chiesto la sospensiva della sentenza". Ma Momo, ora più che mai, rischia davvero di chiudere. 

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