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Cibo sintetico

La Lombardia si schiera contro la carne sintetica (e le "offensive delle multinazionali")

Il no al cibo sintetico in Regione Lombardia

La Lombardia dice no al cosiddetto cibo sintetico. Una mozione in tal senso è stata approvata dal consiglio regionale nella giornata di martedì 8 novembre. "La categoria del cibo modificato, tra cui la carne sintetica, ha già un mercato di 500 miliardi di dollari nel mondo e, secondo alcuni studi, può raggiungere i 750 miliardi di dollari nel 2027", ha spiegato l'assessore all'agricoltura Fabio Rolfi: "La Lombardia lavorerà in sinergia col governo per promuovere le eccellenze del territorio e contrastare le fake news che circolano contro il settore agroalimentare".

Il cibo sintetico non proviene dagli allevamenti di animali ma dalle cellule degli stessi. Secondo alcuni, rappresenterebbe una possibile soluzione per la fame nel mondo senza consumare ulteriore suolo per produrre la carne necessaria. Ma la maggioranza di centrodestra in Lombardia è nettamente schierata contro. "Il cibo sintetico rappresenta una minaccia alle produzioni agroalimentari e al sistema zootecnico lombardi che sono tra i più sostenibili al mondo", ha dichiarato Silvia Scurati, consigliera regionale della Lega, che ha parlato di "paure ambientali" e di "cassandre animaliste e vegane".

E per Roberto Anelli (capogruppo della Lega) e Giovanni Malanchini (consigliere della Lega), firmatari della mozione, il cibo sintetico "è l'ennesima offensiva di alcune multinazionali, particolarmente pericolosa perché portata avanti in danno della biodiversità e contro il mondo dell'agroalimentare legato al territorio". Secondo i due esponenti leghisti, "il via libera al cibo sintetico sarebbe un vero e proprio attentato alla salute pubblica".

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