Milano, fase 2 uguale traffico: tra auto e pista ciclabile corso Buenos Aires è un inferno

Esordio da dimenticare per la ciclabile di corso Buenos Aires: lunedì di traffico e caos

Il caos in corso Buenos Aires

Macchine tra le bici e bici tra le macchine. Ciclisti arrabbiati per la loro corsia riservata occupata e automobilisti confusi e arrabbiati perché fermi nel traffico senza via d'uscita. Esordio da dimenticare per la pista ciclabile di corso Buenos Aires, la "nuova strada" che arriverà fino a Sesto San Giovanni tanto voluta dall'amministrazione comunale per provare a dare una svolta green alla città dopo l'emergenza Coronavirus in modo da ridurre l'afflusso su metro, autobus e tram. 

Lunedì 18 maggio, vero primo giorno di prova tra riaperture dei negozi e divieti caduti per i cittadini, in zona Porta Venezia non è andato tutto bene. I maggiori disagi si sono registrati all'incrocio tra viale Luigi Majno, piazza Oberdan e corso Buenos Aires, esattamente nel punto in cui - in curva - la ciclabile si trova a scorrere tra due ali di auto, quelle che provengono dal viale e dalla piazza e quelle che arrivano da corso Venezia. 

Da mattina a sera si sono registrati ingorghi e problemi, con gli agenti della polizia locale - già presenti in posto - che hanno fatto il possibile per gestire la situazione e provare a far defluire il traffico. Di sicuro la novità e il vero primo esordio nel giorno della nuova "fase 2" non hanno aiutato, ma qualche problema sembra esserci. 

Le critiche di Aci e del centrodestra

“Come volevasi dimostrare la rivoluzionaria pista ciclabile di Corso Buenos Aires, l’asse commerciale più lungo d’Europa, ha mandato in tilt il traffico in Viale Majno”, ha attaccato senza troppi giri di parole Riccardo De Corato, ex vicesindaco meneghino e assessore regionale alla sicurezza. “La scorsa settimana è capitata esattamente la stessa cosa a causa della ciclabile di Porta Venezia.  C’è da domandarsi, arrivati a questo punto, a quali tecnici del traffico si sia affidato il Comune, visto che lo stesso dispone di un’agenzia preposta come l’Amat che sviluppa i progetti per la viabilità". 

E ancora: "Era del tutto evidente che mettere un segnale di precedenza per i mezzi che arrivano da viale Majno avrebbe creato, specialmente nelle ore di punta, ingorghi non indifferenti, ma per il comune questo non è un problema". 
 
Sulla stessa lunghezza d'onda Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia: "Da piazza San Babila a Lima traffico totalmente paralizzato. Ridurre a una sola corsia per senso di marcia la più grande via dello shopping d’Europa è una mostruosità - ha detto -. Anche un bambino lo sa. Auguriamoci che non ci sia mai un’emergenza e il conseguente passaggio dei mezzi di soccorso". 

Abbastanza critico anche l'Aci: "Nel primo vero giorno di fase 2 il piano mobilità del comune di Milano ha dimostrato tutta la sua fragilità - ha sottolineato Geronimo La Russa, presidente dell'automobile club di Milano -. Come era prevedibile con il ritorno della maggior parte delle attività commerciali in città si sono creati ingorghi e code. Una delle zone con maggiori criticità è quella che va da Corso Venezia a Corso Buenos Aires verso Loreto. Nel primo tratto dove è stata disegnata la pista ciclabile si sono formati incolonnamenti. Gli agenti della Polizia locale, che a nome di tutti gli automobilisti ringraziamo per la loro dedizione, sono dovuti intervenire per tentare di decongestionare il traffico". 

Dall'Aci, però, hanno offerto anche una sponda: "Siamo sempre disponibili con i nostri esperti a dare una mano per migliorare la situazione. Purtroppo - ha concluso La Russa - qualcuno al comune lo aveva detto, ma non è stato ascoltato”. 

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