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I lavori in viale Monza

I lavori in viale Monza

Via ai lavori per la ciclabile in viale Monza: progetto cambiato, come sarà il percorso

Accantonata l'idea della ciclabile al centro della carreggiata. I lavori partiti martedì mattina

Stop alle parole, via ai lavori. Sono partiti martedì mattina i cantieri per la realizzazione della pista ciclabile in viale Monza, che si collegherà poi al percorso già inaugurato - tra le polemiche e qualche errore di progettazione - in corso Buenos Aires e corso Venezia, tracciando così una lunga corsia che dalle porte di Sesto San Giovanni conduce fino al cuore di Milano. 

"Partiti i lavori della ciclabile", è stato l'annuncio di Marco Granelli, l'assessore meneghino alla mobilità che tanto ha voluto la rivoluzione green per la viabilità cittadina "approfittando" dell'emergenza coronavirus che ha costretto il comune a ripensare i trasporti pubblici - più distanziamento e meno posti - e a trovare forme di mobilità alternative

Il percorso della ciclabile di viale Monza

L'idea originaria - ciclabile al centro della carreggiata e auto a destra e sinistra - è stata accantonata perché evidentemente troppo pericolosa e il progetto definitivo prevede che la pista "scorra" alle estremità della strada. 

"Sarà una corsia ciclabile di 4,3 km per ciascun senso di marcia, tra la sosta e la corsia delle auto, utilizzando il decreto di maggio del Governo di modifica del Codice della Strada, divenuto legge a metà luglio", ha spiegato lo stesso Granelli. Che ci ha poi tenuto a spiegare la scelta: "Perché viale Monza? Perché è usata da migliaia di ciclisti ed è una strada pericolosa, per tutti. Dal 2011 ad oggi 150 feriti all'anno, di cui il 69% tra pedoni, ciclisti e motociclisti. Un incidente ogni 3 giorni. E sono 2 i motivi - ha sottolineato l'assessore -, la velocità e la sosta disordinata".

Più nel dettaglio del progetto, con un occhio ai parcheggi dopo le polemiche dell'opposizione: "Nel tratto di un chilometro tra piazzale Loreto e i ponti della ferrovia, tutti parcheggiano a lisca di pesce, dove invece i cartelli e la segnaletica prevedono la sosta in linea. E lo fanno con il muso dell’auto sul marciapiede e il retro nella corsia veicolare, ed in più spesso si aggiunge la doppia fila. I pedoni sui marciapiedi sono stretti dalle auto che li stringono contro i muri delle case e le vetrine dei negozi. Auto, moto, bici, monopattini in strada devono zigzagare tra il retro delle auto in sosta che sporge in corsia e le doppie file, e stare attenti a chi esce dal parcheggio, senza vedere chi proviene in strada - ha rimarcato Granelli -. Con il progetto la corsia sarà regolare, 2 metri per le bici e 5 metri per le auto, liberi dalla sosta irregolare". 

Via ai lavori per la ciclabile sulla cerchia dei Navigli

"Nessun parcheggio perso"

"In questo primo tratto ci sono oggi 190 parcheggi regolari. Con il nostro progetto, lavorando su Monza (+6), via Padova (+90) e via Giacosa (+32), li aumentiamo a 318, 128 in più, +67%. Le auto in sosta irregolari oggi in questo tratto sono 210, il doppio di quelle regolari, noi li riduciamo a 82, che è il vero numero dei posti in meno rispetto a quelli che oggi sostano in viale Monza nel tratto tra Loreto e i ponti della ferrovia, in maniera regolare e irregolare. Quindi - ha assicurato l'assessore - stiamo facendo più sicurezza stradale, e mettendo più posti auto regolari".

"Nel tratto di un chilometro tra i ponti della ferrovia e l’incrocio con via Monte S. Gabriele, Gorla, l’offerta di sosta regolare è di 607 posti grazie al grande parcheggio di piazzale Martesana, e vi sono circa 37 posti irregolari. Con il progetto i posti regolari aumentano di 129, permettendo a tutti di parcheggiare regolarmente. Il tratto di due chilometri a nord di Gorla già oggi ha un surplus di sosta regolare di 100 posti".

"Quindi - ha concluso non senza un pizzico di polemica e senza dimenticare anche le soste irregolari - chi parla di 1.000 posti auto in meno non dice il vero: i posti regolari aumentano, per gli irregolari, nel primo tratto ne riduciamo 82, mentre nel secondo e il terzo tratto aumentiamo la dotazione di nuovi posti anche rispetto agli irregolari".

I lavori dovrebbero durare per tutto il mese di settembre, anche perché andranno nuovamente tarati i semafori e con ogni probabilità verranno create le "case avanzate" per le bici, che permetteranno ai ciclisti di fermarsi con il rosso più avanti rispetto alle auto per poi ripartire in sicurezza. Inoltre, dovrebbe essere cambiato il percorso della 56, in parte occupato proprio dalla ciclabile. 

"Traffico e pericolosa"

Le novità annunciate da Granelli, però, non hanno convinto tutti. Il primo a partire all'attacco è stato Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza. 

"L’assessore alla mobilità del comune di Milano, Marco Granelli, può dire quello che vuole e anche dare i numeri sulla pista ciclabile che collegherà San Babila a Sesto, ma la verità è che i milanesi di questo percorso, così fatto, hanno paura e continueranno a preferire la loro auto per recarsi al lavoro. Secondo una ricerca dell’Univeristà Bicocca e di Pirelli, la percentuale di lavoratori che dopo il lockdown preferirà utilizzare la propria auto per arrivare sul posto di lavoro passerà dal 20 al 70%”, ha attaccato l'ex vicesindaco di Milano.

“Non mi sbalordisco di queste percentuali, visto che l’alternativa all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico, che molti preferirebbero non utilizzare per timore del virus, è un percorso per biciclette pericoloso. Io sono favorevole alle piste ciclabili, ma se fatte in modo da garantire la sicurezza di ciclisti e pedoni, evitando di creare disagi e situazioni di pericolo per gli automobilisti. È per questo che come dirigente nazionale di Fratelli d’Italia mi sono rivolto alla magistratura, perché ritengo che queste piste ciclabili, così fatte, siano rischiose per gli utenti della strada. Come lo stesso Comune di Sesto San Giovanni, tramite le parole dell’assessore all’urbanistica, Antonio Lamiranda, aveva sottolineato, «per realizzare una pista ciclabile permanente occorre un progetto serio»", il j'accuse di De Corato. 

"Di certo viene difficile definire così ciò che la giunta green di Milano sta portando avanti con cambi e correzioni del tracciato in corsa. Intanto - ha concluso - si cominciano già a vedere i primi risultati in viale Monza, nel tratto compreso tra via Boiardo e via Petrocchi: traffico intasato.”

Sulla stessa lunghezza d'onda Silvia Sardone, consigliere comunale della Lega a Milano. “I lavori per la ciclabile in Viale Monza da subito stanno provocando disagi e rallentamenti. È sconcertante questa imposizione ideologica che non tiene conto del parere del Municipio 2 e di chi vive ogni giorno questa importante arteria. Già da stamattina si vede che rendere Viale Monza una strada con una sola corsia per le automobili vuol dire aumentare il traffico e di conseguenza l’inquinamento".
  
"Stiamo parlando di uno snodo viabilistico molto frequentato che ora diventerà ancor di più una trappola di smog e confusione. Sono già evidenti, inoltre, i rischi per potenziali incidenti - ha avvisato l'europarlamentare leghista -. I posti auto saranno scandalosamente diminuiti, con notevoli problemi per i residenti. Anche i commercianti già da stamattina lamentano che, in un periodo di crisi economica, limitare la possibilità di parcheggiare per i clienti non è proprio una grande trovata. Sala e Granelli vogliono che tutto l'asse Loreto-Sesto San Giovanni diventi un'unica fila di traffico con conseguente aumento di smog?".
 
"Per l’ennesima volta la giunta si dimostra lontana dalle necessità dei cittadini e più concentrata a stravaganti trovate finto ambientaliste con progetti che - ha concluso - mettono a rischio la sicurezza di automobilisti, ciclisti, pedoni”.

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