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Venerdì, 19 Aprile 2024
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"Milano terza città più inquinata al mondo": comune chiede i danni per la classifica sullo smog?

Le parole di Michele Albiani, presidente della commissione sicurezza: "Danni patrimoniali in termini di reputazione"

La classifica della discordia. A Milano si continua a discutere sulla graduatoria della società svizzera IqAir che nel weekend ha "eletto" il capoluogo meneghino come terza città più inquinata al mondo. “La concentrazione di Pm2,5 a Milano è attualmente 13,5 volte il valore guida annuale dell’Oms sulla qualità dell’aria”, si leggeva lunedì sul sito della società. Il valore dell’indice viene diviso in fasce di inquinamento più o meno elevato: tra 50 e 100 l’aria è leggermente inquinata, tra 100 e 150 è inquinata, tra 150 e 200 i livelli sono molto alti e tra 200 e 250 si parla di tossicità. Milano, nella giornata di venerdì, è arrivata a 156 Aqi - l'indice usato per la classificazione - per poi salire. Domenica, secondo le analisi di IqAir, l’aria del capoluogo lombardo è stata la terza peggiore del mondo con indice 193, dietro solo a Lahore in Pakistan e Dacca in Bangladesh.

La graduatoria aveva già indispettito il sindaco Beppe Sala, che lunedì - a margine di un appuntamento in Prefettura - si era sfogato: "Questo è un ente privato con nessuna titolarità. Parliamo di cose serie e questa non è una cosa seria". E ancora: "Sono seccato di dover rispondere a domande su questioni che non esistono. Non abbiamo fatto miracoli nessuno di noi, né la regione Lombardia né Milano. Ciò nonostante noi stiamo continuando a cercare di fare qualcosa". Ma secondo il primo cittadino le ricerche che hanno messo Milano sul podio al mondo per inquinamento non sono realistiche: "Sono le solite analisi estemporanee, gestite da un ente privato".

Martedì è stato invece Michele Albiani, consigliere comunale Pd e presidente della commissione sicurezza, a ventilare l'ipotesi di una richiesta danni nei confronti dell'azienda che ha stilato la classifica. “Per il secondo anno di seguito l'azienda privata IQAir, produttrice di purificatori d'aria, diffama Milano con una classifica parziale e senza indicazioni scientifiche, gettando nel panico cittadine e cittadini. Stiamo affrontando con difficoltà il drammatico problema di inquinamento della nostra città, purtroppo al centro di una Regione che non fa nulla in merito, e questa disinformazione getta solo benzina sul fuoco", le sua parole affidate a un comunicato stampa. “Ci siamo costituiti parte civile per i danni di Ultima Generazione, mi pare il minimo che facciamo lo stesso con IQAir per i danni patrimoniali in termini di reputazione, tenendo ulteriormente da conto - ha concluso - che il loro obiettivo è il profitto economico, a scapito del bene comune". 

In alcune stories Instagram l'esponente dem ha poi rincarato la dose: "Al prossimo che mi insulta sulla questione dei dati, vorrei avere il potere di mandargli un controllo a casa per vedere quanto tiene acceso il riscaldamento, quanti prodotti da allevamenti intensivi ha in frigo e quanto usa macchina e motorino per spostarsi in città. Poi vediamo chi va insultato. Che la gente si sia svegliata solo ieri per la questione dell'aria dopo la classifica truffa di un'azienda che produce purificatori d'aria fa capire come siamo messi - ha poi proseguito sui social -. Se chi sbraita a muzzo si andasse a riprendere anche solo le notizie delle ultime settimane saprebbe - ha concluso - che per qualunque azione che portiamo avanti c'è regione Lombardia che ci blocca tutto".
 

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