Milano, come è cambiata la mobilità dopo il lockdown

Sempre più milanesi preferiscono muoversi con un mezzo proprio. I dati

Non solo distanziamento sociale e mascherine: il coronavirus ha cambiato anche la nostra percezione della mobilità. Pur essendo tornati ad una “normalità” apparente, tra la riapertura delle scuole e la ripresa di numerose attività lavorative, gli spostamenti hanno subito un drastico cambiamento: il trasporto pubblico rischia costantemente di registrare il maggior calo in termini percentuali in caso di un aumento dei contagi. Il mezzo privato, invece, è diventato il vero protagonista degli spostamenti

A sostenerlo, un’indagine realizzata dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, che ha rilevato come a marzo 2020, in pieno lockdown, si sia verificato un crollo verticale della domanda di mobilità pubblica (-80%) e dei ricavi da biglietti e abbonamenti (-74%). Ad oggi il settore del TPL (Trasporto pubblico locale) perde, in Italia, 130 milioni di euro al mese. È la naturale conseguenza della pandemia, che prevede il social distancing e sconsiglia fortemente gli assembramenti. In particolare, a Milano si è registrato nei mesi di aprile e maggio un calo degli ingressi alla metropolitana del 94%, parallelamente alla drastica riduzione degli accessi nelle aree a viabilità limitata del centro storico: un -70% per l’Area B e un -75% per l’Area C. Con uno svuotamento parallelo delle tangenziali.

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Una vista dal Duomo di Milano

I milanesi scelgono la “mobilità dolce”

Anche se i mesi più difficili sono passati, il nuovo trend della mobilità post lockdown sembra ormai tracciato: continua infatti ad aumentare l’uso di mezzi alternativi a quelli pubblici, come bici e monopattino, la cosiddetta “mobilità dolce” e sostenibile. Sono i dati che emergono da una ricerca della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica italiana, tra cui le università milanesi Statale, Bicocca, Cattolica e Politecnico. Il bilancio è netto: chi già prima della pandemia usava l’automobile continuerà a farlo, chi invece utilizzava il trasporto pubblico continuerà nella maggioranza dei casi, scegliendo però i veicoli privati (+13%) e la mobilità attiva (+7) in caso di aumento del rischio sanitario.

Il bisogno di sicurezza tra le priorità dei viaggiatori

Sì, perché la paura del contagio ha cambiato le priorità dei viaggiatori che, laddove possibile, al posto di treni e autobus preferiscono l’automobile, considerata il mezzo più sicuro per spostarsi nell’era del coronavirus. Certamente più dei mezzi pubblici.

Per dirlo con i numeri dell'indagine dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, che ha coinvolto 12.688 cittadini di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, dopo la pandemia gli italiani sono convinti che si sposteranno in modo diverso da prima. Il motivo? Il crescente bisogno di sicurezza, schizzato al primo posto tra le priorità dei viaggiatori e dei pendolari urbani insieme all’esigenza di distanziamento.

Il mercato dell’auto

Parallelamente alla centralità dell'automobile, in modo forse contraddittorio ma comprensibile, il mercato delle autovetture ha conosciuto negli ultimi mesi un drastico calo delle vendite. Ecco che il bonus acquisto auto 2020, introdotto dal governo italiano con il Decreto Rilancio, si configura come una spinta del rilancio del comparto: un incentivo che, con l’effetto combinato dell’acquisto e della rottamazione, può arrivare fino a 10.000 euro.

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Citroën AMI

Un incentivo importante che ben si coiunga al trend sempre più green seguito anche dalle case automobilistiche, che rilasciano sul mercato nuovi modelli di auto elettriche; è il caso di Citroën AMI, la risposta 100% elettrica della casa automobilistica francese alle nuove esigenze di spostamenti urbani. Due posti, compatta e agile, AMI è accessibile a tutti a partire dai 14 anni, si guida senza patente ed è totalmente sostenibile. Attualmente sono disponibili numerose offerte à la carte vantaggiose e adatte alle esigenze di ognuno, con Free2Move, per un noleggio sicuro a lungo termine, fino a 3 anni.

Un’esperienza smart, 100% digitale e con consegna a domicilio, che tutela l’ambiente e garantisce quella sicurezza di cui tutti noi, ogni giorno, abbiamo bisogno. Anche dopo la pandemia.

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