Attualità Sant'Ambrogio / Largo Agostino Gemelli

Nassiriya, Bertolé: "Gesto vile contro i nostri soldati e la popolazione irachena"

La commemorazione dell'attentato del 2003 in cui persero la vita 19 italiani e 9 iracheni

Foto Comune di Milano

Anche a Milano sono state ricordate, lunedì 12 novembre, le 19 vittime italiane della strage di Nassiriya, in Iraq, avvenuta il 12 novembre 2003 nell'ambito della missione di peacekeeping in seguito alla seconda guerra del Golfo. La celebrazione si è tenuta al Sacrario dei Caduti Milanesi di largo Gemelli.

Per rappresentare il consiglio comunale c'era il suo presidente Lamberto Bertolé, che ha ricordato che "l'Italia ha sempre offerto il proprio aiuto alle popolazioni che soffrono e in Iraq, come in tanti altri paesi nel mondo, i nostri soldati hanno dato un contributo prezioso e concreto alla ricostruzione e alla pacificazione, dimostrando competenza, professionalità e umanità, da sempre tratto distintivo delle nostre Forze Armate".

Quel giorno un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all'ingresso della base italiana dei carabinieri, provocando l'esplosione del deposito di munizioni e la morte di 28 persone: 19 italiane e 9 irachene. I due attentatori suicidi furono uccisi dal carabiniere di guardia all'ingresso: di conseguenza il camion esplose sul cancello di entrata e non all'intero come era stato previsto dai terroristi, evitando una strage più grande. Rimase ucciso tra gli altri il regista Stefano Rolla, che stava girando un documentario sulla ricostruzione di Nassiriya.

"Il loro esempio e quello dei tanti italiani oggi impegnati nel mondo per portare pace, democrazia e speranza alle popolazioni civili, ci rende fieri e orgogliosi", ha detto Bertolé parlando dei 19 morti italiani. "A Nassiriya - ha ricordato Bertolé - i nostri soldati collaboravano fianco a fianco con gli iracheni per ripristinare le basi della convivenza civile e i principi dello stato di diritto, contribuivano a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza della popolazione".

"Anche per questo - ha concluso Bertolé - quell’attentato fu un gesto vile e assurdo, rivolto non solo contro nostri soldati ma contro la stessa popolazione irachena. La cerimonia di oggi è quindi l’occasione per ricordare, insieme al sacrificio di quei 19 nostri compatrioti, quello di tutti i militari e i civili uccisi o feriti nelle tante missioni italiane all’estero".

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