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Ramelli e Pedenovi, la commemorazione. Sala su Anni di Piombo: «Prima giustizia, poi riconciliazione»

Le polemiche di Fdi per il sindaco senza fascia tricolore

Come ogni anno, si sono svolte nel pomeriggio del 29 aprile le commemorazioni di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, rispettivamente ai giardini di via Pinturicchio e in viale Lombardia 66. Hanno partecipato, per il Comune di Milano, il sindaco di Milano Beppe Sala, la vice sindaca Anna Scavuzzo e l'assessore alla mobilità Marco Granelli. Presenti anche alcuni esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui l'assessore regionale alla sicurezza Riccardo De Corato, l'eurodeputato Carlo Fidanza, il capogruppo a Palazzo Marino Andrea Mascaretti. "Prima volta" per la consigliera regionale Patrizia Baffi, recentemente passata da Italia Viva a Fdi.

«Penso alle morti di Ramelli, Pedenovi e anche a quella di Calabresi che sono state tutti negli anni '70», ha commentato Sala. «Con tutti i limiti della nostra vita attuale e di questa società, credo che siano momenti migliori. I conflitti sociali che c’erano una volta erano più gravi, per cui il percorso di riconciliazione non sarà mai finito, però credo che del percorso sia stato fatto».

Commentando poi gli arresti in Francia di alcuni estremisti e terroristi "rossi", Sala ha affermato che «la riconciliazione è sempre l’obiettivo finale, che deve passare però attraverso il fatto che la giustizia deve fare il suo corso. Io non provo nessun piacere nel vedere persone anche anziane in carcere, ma sono assolutamente convinto che, anche a distanza di tanto tempo, la giustizia deve fare il suo corso. Poi ci sarà il momento della riconciliazione. Credo che (l'operazione di arresti, n.d.r.) sia stata un’operazione corretta che ristabilisce lo stato di diritto del nostro Paese». 

«Abbiamo portato il nostro saluto a Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi. Il ricordo di Sergio, massacrato a colpi di chiave inglese da esponenti di Avanguardia operaia, e di Enrico, ucciso da un commando di Prima Linea, non si affievolisce negli anni, ma anzi viene tramandato anche alle generazioni più giovani. Oggi ai Giardini Ramelli e in via Lombardia c’erano tantissimi ragazzi e questo è sempre bello, perché saranno loro domani a conservare la memoria di quello che successe», hanno commentato Franco Lucente e Patrizia Baffi, consiglieri regionali di Fdi.

Sala senza fascia: polemica

Qualche polemica per il fatto che Sala non indossasse la fascia tricolore: «Avrei voluto vedere il sindaco parteciparvi con la fascia a nome della città intera e non come un comune cittadino», ha affermato De Corato: «La scelta ha sicuramente un valore politico, perché in tutte le altre commemorazioni la indossa. Ogni anno il 29 aprile il mio pensiero va a tutti quei ragazzi che per degli ideali non condivisi da altri sono stati barbaramente uccisi. Dopo gli arresti di ieri in Francia, questo giorno ci ricorda che per no-global e antagonisti uccidere ragazzi di destra non era reato, come hanno scritto persino sui muri. Gli assassini di Sergio ed Enrico oggi sono professori, dottori o persone che hanno potuto costruirsi una loro vita». De Corato, successivamente, è andato a deporre fiori in via Paladini, nei pressi di casa Ramelli.

Gli omicidi di Ramelli e Pedenovi

L'omicidio di Sergio Ramelli fu commesso a Milano, in via Paladini angolo via Amedeo, nei pressi dell'abitazione. L'aggressione avvenne il 13 marzo 1975. Ramelli era uno studente di 18 anni iscritto al Fronte della Gioventù, "reo" di avere scritto un tema sulle Brigate Rosse e il terrorismo di sinistra per il quale fu dapprima messo all'indice a scuola e poi, appunto, aggredito in strada con chiavi inglesi da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia, studenti nelle facoltà scientifiche della Statale. Ramelli morì il 29 aprile per i traumi dell'aggressione. I responsabili furono individuati anni dopo e riconosciuti responsabili di omicidio preterintenzionale. Nel frattempo erano quasi tutti diventati professionisti (medici e ricercatori).

Il 29 aprile del 1976, nello stesso giorno in cui era stata organizzata la commemorazione del primo anniversario della morte di Ramelli, un comando di Comitati Comunisti Rivoluzionari uccise Enrico Pedenovi, 50enne avvocato e consigliere provinciale del Msi, mentre era a bordo della sua auto in viale Lombardia, dove risiedeva. Nel 1984, nell'ambito del "maxi processo" a Prima Linea, per l'omicidio di Pedenovi furono condannate quattro persone, ridotte a tre in Cassazione. Due giorni prima, era stato accoltellato (morirà il 30) il militante extraparlamentare di sinistra Gaetano Amoroso: l'omicidio di Pedenovi è stato spesso spiegato come "rappresaglia".

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