La rabbia dei residenti

Residenti bloccati dai vigili durante i concerti (nonostante il divieto non valga per loro)

Si moltiplicano i casi dei residenti a cui è stato impedito l'accesso verso casa (o fuori da casa). Ma l'ordinanza sulle vie chiuse darebbe loro il diritto di muoversi. Il caso dello scuolabus bloccato e del papà che non poteva andare in ospedale da sua figlia

Non c'è più solo il caso della donna residente in via Ugo Betti ("zona rossa") "stoppata" dai vigili alla rotonda sopraelevata di Bonola mentre i Green Day, domenica sera, stavano terminando il loro concerto all'Ippodromo La Maura. Nonostante l'esibizione del documento d'identità, la donna è stata costretta a parcheggiare lontano da casa e a tornare a piedi con le valigie. Si moltiplicano le segnalazioni di residenti nella grande area tra San Siro, Lampugnano, Trenno e Gallaratese che hanno avuto difficoltà a rientrare nella propria abitazione durante i concerti, nonostante, ordinanza alla mano, la libertà (per loro) di circolare nelle strade interdette a tutti gli altri.

Solo eccezioni o un vero e proprio "caso"? Nel dubbio, gli abitanti di alcuni condomini si stanno organizzando con gli avvocati per eventuali esposti e ricorsi. E dire che il provvedimento, varato a maggio dalla giunta milanese, con l'istituzione di una "zona rossa" vietata al transito extraresidenziale e una "zona gialla" di pre-filtraggio, era pensato proprio per la tutela dei residenti, dopo anni di proteste e di oggettiva difficoltà a far convivere grandi eventi, come i concerti da 60-80mila persone, e quartieri densamente popolati (e con tanto verde pubblico, da tutelare a sua volta).

Trenno isolata (anche dai bus)

Ecco cos'è accaduto a Silvano C., residente in via Gorlini a Trenno. Domenica sera si è mosso da casa in auto per andare a prendere la moglie, di ritorno da un turno lavorativo, alla metro di San Siro Stadio, perché la linea bus 64 era interrotta (sempre per il concerto). Al ritorno, alle undici e venti circa, è stato fermato dai vigili all'inizio di via Cascina Bellaria, la strada che costeggia il Parco di Trenno da via Novara. Gli agenti gli hanno detto di cambiare strada perché in quella via l'accesso sarebbe stato vietato anche ai residenti, "dietro disposizioni del questore". L'uomo ha chiesto agli agenti se fosse stato possibile passare da Bonola, quindi da nord, ma la risposta è stata negativa: e, attenzione, sarebbe stato lo stesso varco negato, più o meno alla stessa ora, alla donna residente in via Betti. 

Effettivamente via Cascina Bellaria e via Gorlini sono strade chiuse al traffico durante gli eventi a La Maura. Ma, nell'ordinanza, è scritto chiaramente che dal divieto "sono esclusi i veicoli dei residenti e domiciliati all'interno della viabilità interessata", oltre ad altre categorie. Quindi un residente può passare, senza se e senza ma. A Silvano non è rimasto altro da fare che parcheggiare (a pagamento, perché il suo tagliando di residenti non vale) in via Caldera e tornare a piedi per circa un chilometro e mezzo. "La mia massima solidarietà agli agenti di polizia locale", scrive Silvano pensando forse che avessero applicato correttamente la norma.

Via chiusa, ma nessun deflusso

Ci si può chiedere se non fosse un divieto improvviso e necessario a garantire la sicurezza di persone incamminate lungo via Cascina Bellaria per la fine del concerto. È lo stesso Silvano a chiarirci che non è così: "Il deflusso lungo via Cascina Bellaria è stato totalmente assente, anzi un deflusso vi era, ma di residenti che da via Novara camminavano verso Trenno". E questo mentre nella direzione opposta le auto transitavano. "Viene negato l'accesso alle autovetture e viene negato il collegamento di trasporto pubblico, lasciando isolato un quartiere intero", è il commento amaro di Silvano che però, come abbiamo visto, non è del tutto esatto. Perché, lo ribadiamo ancora una volta, da lì i residenti possono passare e devono poter essere lasciati passare, a meno che non vi sia ovviamente un altro motivo contingente ed eccezionale.

Un residente non può andare in ospedale

È andata diversamente a Marco S., residente in via Pinerolo. Gli agenti, poco prima delle undici, lo hanno fatto passare. Ma, quando li ha informati che di lì a poco sarebbe tornato indietro per recarsi al San Carlo, dove avevano appena ricoverato la figlia, quelli gli hanno detto che non sarebbe stato possibile, in quanto di lì a poco la strada sarebbe stata interdetta anche ai residenti per far defluire il pubblico dal concerto. "Ho potuto recarmi in ospedale dopo mezzanotte e mezza", scrive Marco, specificando che alcuni vicini di casa, poco più tardi delle undici, sono stati bloccati mentre rientravano. 

Bloccato uno scuolabus

Sempre Marco S. racconta che, al concerto precedente, quello di Lana del Rey di martedì 4 giugno, il transito ai residenti era stato consentito regolarmente (come da ordinanza, lo ripetiamo). Ma i vigili avevano bloccato l'accesso a uno scuolabus che, tra gli altri, stava portando a casa, nel pomeriggio, un piccolo residente di 10 anni: alla fine l'autista era stato costretto a lasciarlo per strada, a distanza dalla propria abitazione, con tutti i rischi e le responsabilità immaginabili. E qui l'ordinanza non aiuta affatto, perché tra le eccezioni contempla i "veicoli diretti in corrispondenza dei plessi scolastici", non gli scuolabus che riportano a casa gli alunni. Una (gravissima) dimenticanza.

Marco rende anche noto che i residenti di due complessi, uno in via Pinerolo e uno in via Ippodromo, si stanno organizzando con un avvocato per studiare eventuali ricorsi. "Non è pensabile che a un cittadino venga impedito il rientro presso la propria residenza o che venga impedito a un bambino di essere riaccompagnato a casa dopo la scuola", conclude Marco.

La protesta sui social

È finita? No, perché sui social non è difficile trovare altri racconti dello stesso genere. Residenti che non riescono a tornare a casa durante i concerti e attribuiscono la responsabilità all'ordinanza. Che vieta sì il transito dei veicoli in una serie di strade a ridosso dell'Ippodromo La Maura o nei quartieri più vicini, ma con una serie di eccezioni che magari non contemplano tutte le possibili casistiche, ma di sicuro escludono dal divieto residenti e domiciliati. E, sempre nell'ordinanza, non v'è traccia di un eventuale divieto temporaneo in prossimità della fine del concerto. E poi, come abbiamo visto nel caso di Trenno, viene impedito ai residenti il transito anche in una via (come via Cascina Bellaria) con deflusso inesistente.

Semmai, l'ordinanza non ha previsto tutte le possibili eccezioni. Assurdo, per esempio, che uno scuolabus non possa riportare a casa un bambino. La giunta aveva dichiarato che il provvedimento sarebbe stato "messa alla prova" con i primi concerti ed eventualmente migliorato, se necessario. Dopo tre concerti alla Maura sui cinque previsti quest'anno (mancano gli Stray Kids il 12 luglio e Travis Scott il 23 luglio), è sicuramente il momento per capire se questi miglioramenti devono essere apportati. Ma, soprattutto, è il momento di applicare l'ordinanza, che consente ai residenti il transito nelle vie chiuse a tutti gli altri.

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