Domenica, 21 Luglio 2024
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Rap ed emozioni, che spettacolo a 'casa mia': Geolier si prende Milano

Il rapper napoletano infiamma l’arena di Rho. In migliaia a cantare e saltare con lui, che dice più volte di sentirsi a casa. Sul palco gli fanno compagnia 4 amici

Musica, rime, sorrisi. Emozioni, tante, tantissime. E non davanti ai "settanta della prima volta", ma davanti a migliaia e migliaia di persone, tutte corse a cantare e saltare con lui in quella che adesso è anche casa sua. Sì, perché da ora anche Milano significa Geolier, al secolo Emanuele Palumbo. 

La certificazione è arrivata sabato sera, quando il rapper partenopeo ha infiammato l'arena di Rho Fiera con quasi tre ore di musica no stop per la gioia dei 37mila spettatori. Lo show inizia alle 21.11 con "Per sempre" - dall'ultimo disco "Dio lo sa" - e si capisce subito che "Emanuè" è carico. "La prima volta stavano 70 persone, l'anno scorso abbiamo fatto l'Alcatraz e mo stammo 'cca. Fatemi sentire a casa", dice subito dopo il primo brano, senza mai rinunciare alla lingua che lo ha reso celebre ma quasi come se volesse chiedere aiuto al pubblico. Che infatti risponde presente. 

Geolier in concerto a Milano - Foto Crivellaro

"Money" e "So Fly" fanno cantare tutti a squarciagola e Geolier è completamente padrone del palco, correndo ovunque con un'energia incredibile e urlando più volte "Milano", come a voler dire a se stesso dove è arrivato. Su "Si stat' tu" arriva una proposta di matrimonio e lui scherza: "Io porto fortuna". Poi è la volta "di un po' di amici che mi sono venuti a trovare". Il primo è Mahmood con la loro "Personale", ma poi tocca a Lazza, milanese di Milano e amico vero di Geolier, che lo saluta con un eloquente "quisto è fratimo". I due hanno un'intesa incredibile in scena e "Nessuno" e "Idee chiare" corrono via velocissime, con tutti i presenti che non smettono di intonare i pezzi. "Sei a casa mia, ma hai fatto più gente di me", gioca il rapper milanese, che poi fa partire "Chiagne", che si trasforma in un unico grande coro. 

Terminate le emozioni, è tempo di "roba forte". "Facimmo no poco 'e rap", assicura Geolier. E la promessa è mantenuta. "Narcos", "Maradona", Capo", "Nu parl, nu sent, nu vec" sono una scarica di adrenalina incredibile per chi guarda e per chi canta, con Geolier completamente rapito dall'atmosfera. Il primo stop è l'occasione per trasmettere sugli schermi una clip di "Emanuè" in versione bimbo che già rappa sul beat nella cameretta di casa. 

Geolier in concerto a Milano - Foto Crivellaro

Al ritorno sul palco il rapper si siede sui gradini e si gode "Il male che mi fai" insieme al suo pubblico e subito dopo "Voglio sul a te" e "Na catena". "Per chi viene da Napoli fare questo a Milano vale per cento, mille. Mi sento a casa questa sera", ripete Geolier, che delizia tutti con "L'ultima poesia" - il grande successo griffato con Ultimo - e poi si fa serio: "Non esiste la differenza tra nord e sud. Siamo una sola nazione. Io ne sono la prova, nei miei pezzi dico tre parole in italiano". 

Ernia è il terzo a fargli compagnia con "Acqua tonica", ma è con "Campioni in Italia" che l'arena esplode, tenendo la stessa travolgente energia poi con "Amo ma chi t sap" - cantata quasi totalmente senza musica insieme ai fan - e "Cadillac". "Paky" è l'ultimo degli amici a omaggiare "Emanuè" - potentissima l'esibizione di Extendo -, lanciando la volata finale, che non può che significare "P Secondigliano". Lo show si alza ulteriormente di livello: Geolier va a prendersi l'abbraccio della folla che salta, canta, urla, balla. "Milano sei bellissima", grida ancora lui prima di "Give you my love" che chiude il concerto. Anzi no. Perché da dietro le quinte si sente un "Non può finire così" ed "Emanuè" riappare sul palco per regalare di nuovo a tutti "I p’ me, tu p’ te". Il saluto a un pubblico e un palco che evidente non vuole lasciare, a una città che da sabato è casa sua. 

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