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Contraccettivi gratis per under 24, polemico l'assessore Gallera: "Nessun impegno"

Dopo la decisione del consiglio regionale di fornire gratuitamente metodi contraccettivi ai più giovani, l'assessore al welfare fa un passo indietro

Contraccettivi gratis ai giovani sotto ai 24 anni. Era quanto stabiliva l'ordine del giorno approvato dal consiglio regionale il 31 luglio. Ma l'assessore regionale al welfare Giulio Gallera ha affermato che da parte della giunta "non c'è nessun impegno a distribuire preservativi gratis" e ha poi spiegato che "tutti gli ordini del giorno alla manovra di assestamento di bilancio presentati in materia di Sanità" - incluso quindi quello sui contraccettivi gratis per gli under 24 - "sono stati accolti modificando la dicitura 'impegna' con 'invita' nel testo".  Di conseguenza la regione non sarà in alcun modo obbligata a fornire contraccezione gratuita ai più giovani e deciderà se erogarla o meno valutando i "limiti delle disponibilità di bilancio".

L'assessore, dunque, ha fatto un passo indietro rispetto alla misura presentata da Paola Bocci del Partito Democratico, che aveva come obiettivo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e la procreazione responsabile e che, oltre ai metodi contraccettivi ritenuti più idonei, prevedeva che i più giovani potessero ottenere gratuitamente anche consulenze mediche ed ostetriche presso i consultori lombardi. Gallera, pur dicendosi conscio dell'importanza di tali misure preventive, a proposito dell'ordine del giorno ha dichiarato: "Dare gratuitamente o meno preservativi che costano pochi euro, mi sembra l'ultimo dei temi da cogliere".

Ma Bocci ha pontamente replicato che il termine scritto agli atti dell'ordine del giorno è "impegna" e non "invita". "Non è un semplice invito che può essere tenuto o meno in considerazione", ha replicato Bocci: "All'assessore spetta di attuarlo e dargli seguito nel modo migliore. Noi vigileremo che questo avvenga senza indugi".

Totalmente favorevole alla fornitura gratuita di contraccettivi si è invece detto il consigliere regionale di +Europa, e pediatra della Mangiagalli, Michele Usuelli, che ha poi messo in luce i vantaggi di promuovere questo tipo di misure anche nei paesi in via di sviluppo, destinando parte delle risorse regionali per la cooperazione con le nazioni più povere proprio all'erogazione a costo zero di farmaci contraccettivi. La diffusa idea di "aiutarli a casa loro" potrebbe quindi passare proprio per programmi che consentano "una pianificazione familiare volontaria" e riducano la mortalità "materno neonatale nei paesi ad alta fertilità e risorse limitate". Usuelli ha inoltre citato alcuni dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui ogni anno 214 milioni di donne - tra cui adolescenti, migranti, rifugiate e abitanti di baraccopoli - avrebbero voluto evitare la gravidanza, ma non stessero usando alcun metodo contraccettivo.

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