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Giovedì, 2 Febbraio 2023

Carmine Ranieri Guarino

Giornalista MilanoToday

Stazione Centrale

Questo è "decoro"?

Per convincere i clochard a dormire nei centri d'accoglienza serve buttare le uniche cose che hanno?

Otto settembre 2020, Como. Una signora bionda passa accanto a un clochard che è disteso sotto i portici a San Francesco, gli toglie la coperta e la butta via. Quella signora bionda, ripresa in un video poi diventato virale, è l'assessore ai servizi sociali Angela Corengia, che in quel momento - nei fatti - rappresenta il comune e la giunta, a guida leghista. Nelle ore che seguono, la Corengia finisce nel mirino della critica, giustamente, per un gesto che non ha nulla di umano e che non si può giustificare con le le operazioni di sanificazione che in quel momento si stavano svolgendo in città. 

Giovedì 16 dicembre 2021, Milano. I quattro tunnel sotto i binari della stazione centrale sono presidiati in lungo e largo - con tanto di blocco del traffico - da polizia locale e Amsa. Agenti e operatori passano sui marciapiedi e buttano tutto ciò che trovano: coperte, materassi, beni personali di chi in quel tunnel - magari suo malgrado - ha trovato una casa. Anche lì, come a Como, ghisa e personale Amsa rappresentano il comune. Agiscono per il comune. 

La ricostruzione ufficiale della vicenda, fornita da Marco Granelli, che per il comune di Milano occupa il ruolo di assessore alla sicurezza, è questa, ripresa senza nessuna aggiunta. "Nel tardo pomeriggio di ieri il Comune di Milano con Polizia Locale, Servizi sociali con le unità mobili del piano freddo sono intervenuti nei 4 tunnel sotto i binari della stazione centrale (Mortirolo, Zuccoli, Lumiere, Lunigiana) per evitare il bivacco delle persone senza dimora e invitarle a utilizzare le strutture di accoglienza messe a disposizione del Comune. Al momento dell'operazione erano presenti un totale di 24 persone e a tutte è stato chiesto se volevano essere accolte oppure di allontanarsi con le loro cose. A fine serata nel mezzanino della stazione Centrale sono arrivate 30 persone alle quali, in questo modo, è stato evitato di passare la notte all'addiaccio ed è stata data una sistemazione dignitosa e un pasto caldo. Oltre alle persone accolte altre due sono state accompagnate in ospedale per le cure, per coma etilico la prima e perché probabilmente vittima di un pestaggio avvenuto nei giorni precedenti, la seconda. Bivaccare sotto i tunnel non è umano e decoroso, è anche molto rischioso per violenze che purtroppo possono generare, meglio dormire nelle accoglienze, a partire da quelle a bassa soglia come il mezzanino. Grazie alla Polizia Locale, agli operatori dei servizi sociali e agli operatori delle associazioni coordinate dal comune per la gestione del piano freddo".

E ancora, sempre Granelli: "I sottopassi vicino alla stazione non sono una soluzione accettabile per le persone e per la città, i giacigli di fortuna sono gettati fra auto parcheggiate e in uno spazio pericolosamente vicino alla strada dove auto e motorini sfrecciano veloci, creando una cappa di aria irrespirabile con temperature che scendono sotto lo zero. Questo intervento ha evitato a numerose persone che ogni notte dormono nei tunnel una situazione inaccettabile. Questa mattina sono stati invitati a recarsi al Centro Sammartini per l’ammissione in uno dei centri che il Comune ha allestito per l’inverno, all’interno dei quali ci sono ancora tanti posti liberi. Attualmente sono accolte nei centri oltre 1300 persone e continueremo ad attivare strutture anche nei prossimi giorni per avere sempre la garanzia di poter dare un posto a tutti quello che ne chiedono uno. L’area dei sottopassi vicino alla stazione è stata poi oggetto dell’intervento di Amsa, dopo che gli operatori avevano invitato i senza dimora a prendere tutto quello che volevano portare con loro".

E in conclusione: "La Polizia locale, che ha supportato le operazioni, continuerà a pattugliare per individuare e isolare eventuali situazioni di illegalità. Le nostre unità mobili continueranno, come sempre, il loro lavoro di accompagnamento e sostegno a chi vive per strada, offrendo ospitalità nelle strutture comunali dove, oltre a un posto letto, a tutti gli utenti viene offerta cena calda e colazione. Per segnalare persone in difficoltà e richiedere un intervento è possibile contattare lo 0288447646 attivo h24".

Nella ricostruzione ufficiale, però, qualcosa non torna. Chi c'era, chi era presente, racconta di molti senzatetto in realtà fuggiti, di assistenti sociali - e associazioni di volontariato - arrivati soltanto dopo un po' di tempo, non pochissimo. Le foto postate sui canali social degli esponenti della giunta mostrano un paio di clochard - un paio, non trenta - che parlano con quegli stessi assistenti. È un caso? 

Ma soprattutto, come mostrano le immagini, le operazioni di Amsa nella pratica sono consistite in una vera e propria piazza pulita, con coperte, materassi - spesso donati dalle associazioni - finiti nel compattatore. E la scusa dell'offerta di "allontanarsi con le loro cose" che sarebbe stata fatta ai clochard non regge, perché sono stati proprio alcuni di quelli che erano al lavoro a farsi sfuggire un "no, qui non c'era nessuno" - tra l'altro evidente - mentre intanto il camion Amsa faceva il suo lavoro. Ecco, sono così diverse le immagini di Como da quelle di Milano? È davvero così normale buttare le uniche cose che un uomo che vive in strada ha? Non esiste un compromesso tra sicurezza e decoro - obiettivi giustissimi da perseguire - e umanità? 

E c'è una parola - oltre a quel "decoroso" che suona abbastanza male - che forse più di tutti stona nel discorso di Granelli: "Invitati". I clochard non sono stati invitati a dormire nel mezzanino della metro o nei centri di accoglienza, soluzione che spesso i clochard rifiutano per una serie infinita di motivi, giusti o sbagliati che siano. I senzatetto giovedì sera sono stati costretti ad andare lì e chi si è allontanato, chi non ha voluto, si è ritrovato ancora per strada ma senza neanche una coperta o un materasso. Sì, forse "bivaccare sotto i tunnel non è umano e decoroso". Ma forse lo è gettare tutto a chi non ha nulla?

Il comune di Milano - e questo va riconosciuto e ribadito - fa tanto per i senzatetto, per l'accoglienza, per i più bisognosi e spesso si trova a fare i conti con le resistenze di quegli stessi ultimi. Che le intenzioni di palazzo Marino fossero nobili è indubbio, che un altro modo di intervenire potesse essere trovato anche. Perché Milano non merita scene come quelle di giovedì sera. Che "nascondere" la povertà dagli occhi non è proprio da quella "Milan col coeur in man" che tante volte ha insegnato al resto d'Italia cos'è la solidarietà.

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