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Coronavirus, calano i ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive. Altri 160 positivi a Milano

In una sola giornata i ricoveri sono diminuiti di 200 unità, cala anche la pressione nelle terapie intensive

Continuano a crescere, seppure in maniera ridotta rispetto ai giorni scorsi, i casi di coronavirus a Milano. Nella giornata di lunedì 20 aprile sono stati registrati 160 nuovi casi all'ombra della Madonnina e 287 nella Città Metropolitana.

In Lombardia, invece, sono stati trovate positive ai test altre 735 persone a fronte di 6.331 tamponi (il totale è ora arrivato a 66.971). Il dato che fa sperare, invece, è quello relativo agli ospedali: diminuisce, infatti, la pressione sui nosocomi lombardi. In tutta la Regione sono ricoverate 11.039 persone malate di Coronavirus. Le persone in terapia intensiva sono 901 (22 in meno rispetto a domenica) mentre i pazienti nei reparti sono 10.138, 204 in meno rispetto a ieri. In totale i dimessi sono saliti a quota 43.011 e in un solo giorno ne sono stati dimessi 252. Resta a tre cifre, invece, il numero dei morti: nella giornata di lunedì il virus arrivato dalla Cina ha ucciso altre 163 persone; i decessi totali sono arrivati a 12.376.

Fontana: "Tre miliardi di euro per far ripartire l'economia lombarda"

Tre miliardi di euro sul tavolo. Un solo obiettivo: aiutare la Lombardia a ripartire. È il piano anticipato dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, nel primo pomeriggio di lunedì 20 aprile durante una conferenza stampa trasmessa tramite Facebook.

"Oggi pomeriggio - ha dichiarato Fontana - porteremo in Giunta una Proposta di Legge rivoluzionaria: per dare una risposta concreta alla nostra economia, un aiuto concreto alla ripresa del territorio, metteremo a disposizione 3 miliardi di euro. Cifre vere per un grande piano di investimenti".

Il presidente della Lombardia è poi entrato nel dettagli spiegando che verranno destinati "400 milioni per i comuni e le province perché possano intervenire in opere pubbliche per permettere al comparto di ripartire" mentre "10 milioni saranno a favore delle aziende che intendano riconvertirsi per produrre i dispositivi sanitari che tanto ci sono mancati in questi mesi di crisi".

Per i comuni della Città Metropolitana di Milano sono stati messi a disposizione oltre 60 milioni di euro.

Sala: "Sì alla riapertura ma all'insegna del cambiamento"

"Molti rappresentanti della comunità scientifica affermano che a Milano probabilmente i contagiati sono stati intorno al 15%, perché molti sono asintomatici. Ma questa è anche una buona notizia: significa che molte persone sono immuni e possono tornare al lavoro, senza bisogno della mascherina". Queste le parole del sindaco Beppe Sala a proposito dei test sierologici (quelli che determinano la 'patente di immunità') nel suo video messaggio di lunedì.

Il primo cittadino ha ragionato sulle possibili modalità della riapertura in programma per il 4 maggio: "Io non so quando il governo deciderà di riaprire. Quello che so è che non voglio che Milano si faccia trovare impreparata. Per cui si riaprirà innanzitutto quando lo diranno medici e scienziati. Ma in più ce lo dovranno dire con anticipo, cosa che non è così scontata, perché la riapertura va pianificata".

Fontana: "Non a una riapertura a macchia di leopardo"

"Aprire alcune regioni prima della Lombardia è un grosso rischio". Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ospite a Centocittà nella mattinata di lunedì 20 aprile. Secondo il presidente della Regione sarebbe "un grosso rischio, perché il contagio riesce a non diffondersi se c'è il rispetto di alcune regole".

"Se rispettassimo tutte le stesse regole riusciremmo a contenerlo. Se non siamo in grado di contenere il contagio, non c'è chi è più o chi è meno" immune, ha ribadito. "Se il contagio riprende è un rischio per tutti. Io credo che si debbano fare valutazioni comuni tra regioni su riaperture".

Durante la cabina di regia nel weekend non si è parlato di questo. "No. È uscito che si sarebbero date linee generali per tutto il Paese, e che saranno esaminati con dettaglio i tipi di aperture che si potranno fare". In questo caso, non considerando i codici Ateco, "ma filiere e circoli per mettere insieme cose omogenee tra di loro. Non abbiamo ancora parlato di questo argomento, verrà deciso nei prossimi giorno con le risultanze dei numeri".

Parroco dice messa nonostante i divieti

Troppa gente al funerale e il parroco viene multato dai carabinieri. E' successo in Lombardia, a Soncino, nel Cremonese, nelle scorse ore. Quando i militari dell'Arma sono entrati nella chiesa della frazione Gallignano, dove era in corso la messa di addio a una delle vittime del coronavirus, hanno trovato 13 persone: il don, sei assistenti (un diacono, un organista e i chierichetti) e tra i banchi, "ben distanziati, con tanto di mascherina e guanti com'è giusto che sia" precisa l'arciprete, altre sei persone. Il religioso, alla vista delle forze dell'ordine, è sembrato molto infastidito e ha più volte cercato di allontanare il carabiniere.

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