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Bollettino 25 aprile: meno contagi a Milano, calano anche in Lombardia

Stabile il numero di decessi, con 163 persone che hanno perso la vita

Ancora giornata di lotta al Covid-19, sabato 25 aprile. I dati, come nelle indicazioni dei giorni scorsi, fanno ben sperare. In Lombardia, i nuovi casi positivi sono 71.969 (+713), con un miglioramento perchè venerdì erano stati +1.091. I tamponi effettuati sono stati molti, 12mila e 600. Purtroppo ci sono 163 morti, numero stabile rispetto al giorno prima a +166. Calano i ricoverati in terapia intensiva (-32) e quelli in ospedale (-302). Milano è in miglioramento: +80 i nuovi contagiati, rispetto agli oltre 200 di venerdì. 

Bisogna pensare alla Fase 2. "La Regione Lombardia questo pomeriggio ha definito le regole di cornice per la sperimentazione dei mercati comunali all'aperto che partira' dal prossimo 29 aprile, in accordo con le richieste di Anci (Assocazione nazionale comuni italiani)". Lo fa sapere una Nota della Regione. "La sperimentazione - prosegue la Nota - avra' luogo all'insegna delle linee guida di prevenzione e sicurezza che caratterizzeranno ogni iniziativa di Regione in vista della fase due, lasciando ai Comuni che vorranno aderire la possibilita' di disciplinare in modo piu' mirato le singole disposizioni a seconda del contesto".

Si riaprono i mercati scoperti mercoledì 29 aprile

Fase 2, si prova a ordinare le idee e a programmare la ripartenza anche se l'emergenza Covid-19 non è finita. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, infatti, nelle scorse ore ha firmato un'ordinanza contenente le nuove direttive per l'apertura dei mercati scoperti, a partire da mercoledì 29 aprile.

Le amministrazioni comunali potranno riaprire uno o più mercati scoperti presenti sul proprio territorio, limitatamente alla vendita di prodotti alimentari, a patto che facciano osservare una serie di misure di prevenzione igienico sanitarie e di sicurezza. Tra le nuove regole, i Comuni dovranno individuare un appartenente alla polizia locale o un funzionario che assuma il compito di 'Covid manager', per coordinare sul posto il personale addetto, anche con il supporto di volontari della protezione civile, e assistere gli operatori e i clienti del mercato nell'attuazione delle misure previste nell'ordinanza. I Comuni potranno inoltre prevedere ulteriori misure di prevenzione e sicurezza. Restano sospese le fiere e le sagre.

45mila persone a rischio Covid-19 si spostano ogni giorno

Sarebbero oltre 45mila le persone che attualmente si spostano per lavoro in Lombardia a rischio Covid-19, o che, probabilmente, l'hanno già contratto. La stima si ricaverebbe dai dati raccolti da AllertaLom l' app della Regione Lombardia per il tracciamento del contagio e contenuti in un report riservato della Regione. Si tratta di persone senza sintomi gravi, che continuano a recarsi sul luogo di lavoro: molti, per esempio, hanno contattato le autorità sanitarie e non sono più stati richiamati, altri non hanno avuto indicazioni particolari dai propri medici; altri ancora hanno avuto esperienza dei sintomi per un solo giorno. Sono perciò utenti attualmente senza l'obbligo della quarantena liberi di muoversi e, purtroppo, di infettare ed essere infettati.

Test sierologici

"In due giorni sono stati eseguiti 7.528 test sierologici nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi. Gli esiti delle analisi eseguite nella giornata di giovedì 23 aprile, ai quali si aggiungeranno via via quelli delle giornate successive, sono stati trasmessi all'IRCCS San Matteo di Pavia per le valutazioni degli esperti che saranno comunicate la prossima settimana". Lo afferma l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in relazione all'esecuzione dei prelievi ematici avviata giovedì.

3 miliardi di manovra e Fase 2

"Le sale operatorie adibite a terapia intensiva si stanno riconvertendo per tornare alla normalita'; 1.162 dimessi sono un dato importante: stiamo assistendo a un forte alleggerimento che riguarda gli ospedali. Anche alla luce di questi dati stiamo pensando alla fase 2". Cosi' l'assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Piccoli comuni Massimo Sertori intervenuto in diretta sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online. Riguardo alla 'nuova normalita'', la manovra da 3 miliardi varata da Regione Lombardia che ha destinato 400 milioni agli Enti locali l'assessore Sertori ha sottolineato che "abbiamo una forte preoccupazione per l'economia e siamo certi che la ripartenza sara' progressiva. Ci rendiamo conto che e' indispensabile aiutare le partite Iva che sono rimaste ferme per oltre 2 mesi". "Il bilancio di Regione Lombardia e' virtuoso - ha rimarcato l'assessore - ha un ranking superiore a quello dello Stato: la nostra capacita' di indebitamento e' di 3 miliardi, risorse che abbiamo deciso di stanziare per gli anni 20-21 e, a partire da subito, 400 milioni per i Comuni". Ogni Comune, in base alle sue dimensioni, ha avuto un riparto calcolato in base alla popolazione e computato in base agli scaglionamenti gia' utilizzati da parte dello Stato. "Le risorse possono essere spese per tutti gli interventi necessari sui territori e - ha spiegato l'assessore - e noi abbiamo lasciato liberta' ai sindaci di scegliere in quali settori effettuare gli investimenti".  A proposito di 'fase 2' l'assessore ha anche precisato che "e' in corso un'azione di sensibilizzazione verso il Governo per capire chi ricomincera' a lavorare non in base al codice Ateco ma in ragione del rispetto delle norme di sicurezza e sanitarie che e' in grado di garantire. Auspichiamo ci siano regole certe previste da un Protocollo uguale per tutti, stabilito che dobbiamo imparare a convivere con il virus". Su questo tema l'assessore Sertori ha ribadito quanto gia' dichiarato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana riguardo al settore ristorazione: "Pensiamo che il servizio da asporto si possa organizzare. Dire no a tutta la ristorazione potrebbe voler dire penalizzare persone che invece si vogliono organizzare e hanno anche necessito' di riprendere le loro attivita' in condizioni di sicurezza".

L'epidemia partita prima di febbraio

Al Nord e in Lombardia l’epidemia “è partita molto prima, di sicuro a gennaio e forse anche prima”. Il dato è emerso alla conferenza stampa all’Istituto superiore di sanità sull’andamento epidemiologico di Covid-19 nelle scorse ore. In Lombardia “ci sono centinaia di casi che hanno avuto sintomi prima di febbraio”, ha detto Stefano Merler dell’Istituto Kesler alla conferenza stampa all’Iss. “Credo – ha detto – ci siano state introduzioni multiple del virus, e ciò spiega come mai al 20 febbraio ci siamo trovati già con centinaia di casi”. La situazione epidemiologica, secondo quanto spiegato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, è nettamente migliorata ma c’è una circolazione del virus che continua e di cui tener conto e ci vuole cautela nelle misure di riapertura: “Il numero dei casi si sta riducendo dappertutto, ma è ancora necessaria prudenza rispetto alle misure di riapertura perché la situazione è diversificata nel Paese”.

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