Coronavirus, dimessi i primi due pazienti della zona rossa. Fontana: "Siamo sulla giusta strada"

Nel frattempo i contagiati sono 1.254 ma 472 sono asintomatici. Ecco le ultime notizie

Il limite di un comune della zona rossa

Continua la lotta contro la diffusione del Coronavirus in Lombardia. E nel pomeriggio di lunedì i primi due pazienti provenienti dalla "zona rossa" sono stati dimessi dall'ospedale Sacco di Milano. Il fatto è stato reso noto dall'assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera. 

Nel frattempo continua la cavalcata dell'agente patogeno: in Lombardia i contagiati sono 1.254. Di questi 478 sono ricoverati negli ospedali mentre 127 si trovano in terapia intensiva. I positivi asintomatici, invece, sono 472. I decessi, infine, sono arrivati a quota 38, sono quasi tutte persone anziane e molte con diverse patologie pregresse. I guariti? 139.

Per quanto riguarda la distribuzione per province della Lombardia dei casi positivi di coronavirus Gallera ha spiegato che ce ne sono 384 a Lodi, 243 a Bergamo, 223 a Cremona, 83 a Pavia, 58 a Milano, 3 a Sondrio, 4 a Varese, 3 a Lecco, 60 a Brescia. I casi in via di verifica, invece, sono 178. 

Ed è la fascia anziana della popolazione quella più a rischio: "Il 53% delle persone positive al virus hanno più di 65 anni e sempre gli ultra 65enni sono il 68% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva", ha precisato Gallera lanciando un appello all'anello più vulnerabile della catena: "Limitate al minimo i contatti sociali".

Nel frattempo scuole e università della Regione restano chiuse e lo stesso provvedimento è in vigore anche per teatri e cinema. Tutto (almeno) per un'altra settimana. L'obiettivo è sempre uno solo: limitare la diffusione dell'agente patogeno.

Coronavirus, Fontana: "Siamo sulla strada giusta"

"Sono convinto che siamo sulla strada giusta che le misure sono giuste e che presto potremo dare delle rassicurazioni complete ai nostri cittadini", ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana in collegamento video durante la conferenza stampa in Regione per il punto sul Coronavirus. Il governatore ha anche anticipato che la sua collaboratrice contagiata dal Covid-19 sta meglio e che nelle prossime ore sarà dimessa.

Il primario del Sacco: "Ce la faremo ma non ce ne libereremo tanto presto"

I contagi di Coronavirus stanno aumentando ma il primario dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha spiegato che si tratta di "numeri attesi e di infezioni già avvenute svariati giorni fa — ha spiegato durante Centocittà, programma di Rai Rado1 —. Questo numero in crescita non è di nuove infezioni ma è un numero in crescita di nuove diagnosi di infezioni già avvenute magari da qualche settimana. Non ritengo che da queste cose ci si possa liberare tanto presto. Ritengo che ce la faremo e la stragrande maggioranza delle persone colpite vinceranno sul virus e supereranno la malattia senza particolare difficoltà, però abbiamo questo ospite indesiderato in casa e dobbiamo fare tutto quello che è necessario per contenerlo e per impedire nuove infezioni e questo implica sacrifici: è inutile girarci attorno".

Il docente di malattie infettive ha poi fatto un appello agli over 65: "Anche io sono un over 65. Ritengo che siamo anziani ed esperti e dobbiamo avere la capacità di gestire una problematica come questa con esperienza e prudenza senza diventare allarmisti. Non c’è bisogno di fare provviste in casa come se fosse scoppiata la guerra, se però riusciamo ad evitare situazioni affollate, tanto di guadagnato. Rassegniamoci a stare un pochino in più in casa".

Infine Galli ha elogiato i suoi colleghi: "Dal Direttore generale al personale incaricato della sanificazioni dei reparti, tutti quanti si stanno prodigando in maniera totale con spirito di corpo ed entusiasmo — ha spiegato —. Non si è tirato indietro nessuno. Ma la situazione è dura. Abbiamo molti pazienti e diversi in condizioni precarie. Ci sono alcuni ospedali in Lombardia che sono ancora più sotto stress di noi".

Lombardia, un assessore positivo al Coronavirus

Nella mattinata di lunedì 2 marzo il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha fatto sapere attraverso una nota che l'assessore allo sviluppo economico della Lombardia, Alessandro Mattinzoli, è positivo al test del Coronavirus. Tutta la Giunta è sottoposta ai test di accertamento, risultati negativi.

"Sto riposando e sono assolutamente tranquillo", ha detto Mattinzoli che attualmente si trova al pronto soccorso dell'ospedale di Desenzano (Brescia). "Desidero rivolgere un ringraziamento al direttore generale dell’Asst Garda e a tutto lo staff del Pronto soccorso di Desenzano: mi stanno seguendo con umanità e competenza — ha fatto sapere attraverso una nota —. Sono convinto che guarirò in fretta come tutti i contagiati, ma da assessore allo Sviluppo Economico non posso non pensare all’economia lombarda e nazionale che ora più che mai ha bisogno di una grande mano per poter ripartire più forte di prima".

Fontana: "40 milioni per nuove attrezzature e 10 per medici e infermieri"

Nella giornata di lunedì 2 marzo la giunta di Palazzo Lombardia ha stanziato "40 milioni di euro per acquistare macchinari che consentano di migliorare le nostre rianimazioni e 10 milioni per assumere nuovi medici e infermieri. Non stiamo fermi, ma ci diamo da fare con grande determinazione", ha dichiarato il governatore Attilio Fontana. "Da ieri inoltre – ha ricordato Fontana - è entrata in vigore la norma che abolisce il super-ticket".

Il governatore ha poi fatto un invito a rispettare le norme di igiene che sono state consigliare e suggerite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: "Usate qualche attenzione quando siete in compagnia – ha concluso Fontana - e non create assembramenti. Con qualche accorgimento riusciremo a sconfiggere la diffusione del virus e a riprendere la nostra vita senza limitazioni".

Coronavirus, la Toscana aiuta la Lombardia

La Toscana ha deciso di mettere a disposizione della Lombardia cinque letti di terapia intensiva, per accogliere altrettanti pazienti lombardi colpiti dal Coronavirus.

"Nonostante la situazione di difficoltà - hanno detto il presidente Enrico Rossi e l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - abbiamo voluto rispondere alla richiesta del Ministero della salute, mettendo a disposizione della Lombardia cinque letti di terapia intensiva nei nostri ospedali. Ci sembrava un gesto di solidarietà doveroso".

Negli ospedali della Toscana ci sono 445 letti di terapia intensiva e sub-intensiva.

Trenord, -60% di passeggeri

Trenord ha fatto sapere in una nota che i passeggeri sono calati di circa 300mila unità nella settimana di emergenza sanitaria legata al coronavirus. Sono state apportate delle modifiche a orari e corse: eccole

Emergenza Coronavirus: ecco le misure del nuovo decreto

I principali divieti per limitare la diffusione del nuovo Coronavirus, già in vigore la scorsa settimana, sono stati confermati dal governo con un apposito decreto firmato domenica 1 marzo, che recepisce le richieste delle autorità regionali, allentando però i divieti. E in particolare prevedendo la distanza di almeno un metro tra una persona e l'altra come condizione per riaprire diverse attività e servizi.

Si ferma lo sport (ma non lo sci)

Si ferma anche lo sport, ma sono consentiti allenamenti e competizioni a porte chiuse; vige anche il divieto di trasferta per i tifosi provenienti dai territori interessati dal decreto. Un milanese non potrà quindi assistere a una partita di calcio a Lecce o a Cagliari. Possono invece tenere aperti i comprensori sciistici, a patto che i gestori limitino l'accesso a un numero pari al massimo a un terzo della capienza di funicolari e funivie varie.

Anche per la formazione sono state previste eccezioni: oltre a tutte le attività di didattica online, si potranno svolgere normalmente i corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie.

Bar, ristoranti, musei: distanza di un metro

Bar, ristoranti e pub potranno tenere aperto, a condizione che il servizio sia espletato solo per i posti a sedere. Altre attività commerciali potranno tenere aperto, a patto di contingentare gli ingressi ed evitare assembramenti, così come i musei e i luoghi di cultura, tra cui le biblioteche. Condizione per tutti: i visitatori, utenti, clienti dovranno poter restare ad almeno un metro di distanza l'uno dall'altro. Limitazioni confermate nell'accesso agli ospedali e residenze per non autosufficienti da parte dei visitatori. Restano invece inesorabilmente chiusi al pubblico i cinema e i teatri.

Negozi nei centri commerciali: aperti nel weekend

Via libera, infine, ai centri commerciali, che nel weekend del 29 febbraio-1 marzo hanno sperimentato uno "stop" particolare con apertura di farmacie, supermercati, bar e ristoranti e chiusura per tutti gli altri negozi. Nel weekend del 7-8 marzo tutti i negozi potranno invece tenere aperto, tranne che nelle province di Piacenza, Bergamo, Lodi e Cremona, dove continueranno a valere le regole di questo weekend.

Palestre e terme sospese, le messe ricominceranno

Restano sospese (in Lombardia e a Piacenza) le attività di di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (salvo per erogare prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza). Infine restano sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico, aperto al pubblico o privato: grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose e così via. Ma i luoghi di culto potranno aprire, a condizione, anche qui, di evitare assembramenti e garantire ai frequentatori la distanza di un metro l'uno dall'altro. I vescovi lombardi si riuniranno il 2 marzo per valutare come organizzare le celebrazioni: intanto, per il 2 marzo, le chiese della Lombardia resteranno aperte solo alla preghiera individuale.

Zona rossa ancora off limits

Rimangono infine rigidissime le limitazioni nei dieci Comuni della zona rossa lombarda (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini) e nel Comune veneto di Vo'. In particolare vige il divieto di accesso o allontanamento dal proprio Comune, la sospensione di ogni forma di manifestazione pubblica, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado (salvo la didattica online), la chiusura dei musei e degli uffici pubblici (salvo i servizi essenziali con modalità decise dal prefetto), la chiusura di tutti i negozi (salvo quelli di pubblica utilità e di prima necessità), la sospensione dei trasporti (anche non di linea), la chiusura delle aziende (salvo l'erogazione di servizi essenziali e di pubblica utilità e salvo il lavoro a distanza), la sospensione dal lavoro per i residenti che svolgono la propria attività fuori dalla zona rossa.

Coronavirus e "droplet": che cos'è?

Nel vocabolario di media ed esperti c'è la parola "droplet": la sentiamo pronunciare in tv e la leggiamo sui quotidiani. Facciamo chiarezza: di che cosa si tratta e perché è importante? Si tratta di un parametro fondamentale, ovvero la distanza di sicurezza di un metro tra una persona e l'altra per limitare il più possibile il contagio. 

In inglese significa "gocciolina", in pratica è il criterio di tenersi alla giusta distanza affinché le goccioline di saliva che disperdiamo nell'aria starnutendo, tossendo o anche soltanto parlando non arrivino alle altre persone. La distanza è di un metro circa (vedremo che c'è chi dà qualche indicazione più precisa). In inglese in ogni caso si parla più estesamente di "droplet precaution", tutta una serie di precauzioni che includono mascherine, protezione degli occhi, guanti e camici.

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