Coronavirus, oltre 500 contagi. Galli (Sacco): "Non è situazione facile". Scuole chiuse fino al 7 marzo

Sono 29 le persone risultate positive al coronavirus in provincia di Milano, il 5% dei 531 contagiati lombardi

Ennesima giornata legata all'emergenza per il coronavirus in Regione, sabato 29 febbraio 2020.

Sono 29 le persone risultate positive al coronavirus in provincia di Milano, il 5% dei 531 contagiati lombardi. In base agli ultimi dati comunicati dalla Regione Lombardia, Lodi è la prima provincia per numero di contagiati (182, 34%), seguita da Cremona (123, 23%) e da Bergamo (103, 19%). In provincia di Pavia i casi sono 49 (9%), a Brescia 13 (2%). Chiudono la 'mappa del contagio' Sondrio e Varese, con tre casi per ciascuna provincia, mentre il 4% dei tamponi positivi (20 persone) è in fase di verifica. Le autorità, poi, hanno comunicato il rinvio di Juventus-Inter al 13 maggio 2020 per evitare assembramenti allo stadio.

Confermata la chiusura scuole

Le scuole a Milano e in Lombardia, come da indicazione della Regione, saranno chiuse fino al 7 marzo 2020 per limitare i contagi

Il Pirellone: piano economico del Governo non basta

"Nel decreto non c’è nulla per i lavoratori e le aziende esterne alla zona rossa". Lo ha detto l’assessore al Bilancio, Finanza e Sempplificazione della Regione Lombardia, Davide Caparini, commentando le misure approvate nelle scorse ore dal Consiglio dei ministri. "Le misure minime - ha aggiunto - per i 10 comuni della lodigiana prevedono per gli autonomi un contributo mensile di 500 euro, come adottato in occasione del Sisma del 2012, per i lavoratori dipendenti l’estensione degli ammortizzatori in deroga alle imprese sotto i 5 dipendenti e il rafforzamento dei Fondo di Integrazione Salariale (FIS) per tutte le categorie di dipendenti". "Gli stanziamenti del Governo a sostegno dei lavoratori autonomi e subordinati - ha proseguito Caparini - in base ai nostri calcoli non sono sufficienti a coprire la metà del periodo previsto. Per la platea dei circa 25.000 lavoratori i 24,2 milioni stanziati coprono solo 45 giorni".

"Insomma - ha concluso l’assessore - l’insufficienza degli interventi di contrasto alla crisi economica è evidente anche per la ‘zona rossa’, completamente ignorata il resto della Lombardia. Aspettiamo ora di leggere versione finale del Decreto Legge".

Youtuber denunciato

Uno youtuber è stato denunciato per aver "finto" di superare la zona rossa, i 10 comuni lodigiani epicentro del focolaio. Il suo video in realtà era stato girato a Guardamiglio.

531 persone contagiate in Lombardia

In totale, in Lombardia, a oggi, sono stati fatti 4.835 tamponi e il 75% ha dato esito negativo, l'11% è risultato positivo al coronavirus e il 14% è in corso di valutazione. Le persone positive sono 531 (il 10% è personale sanitario), di questi 235 sono ricoverati e 85 in terapia intensiva. I decessi di persone con Coronavirus sono 17.

"Certamente non è una situazione facile e non si risolverà in poco tempo. Abbiamo un numero di infezioni decisamente alto. Questa è l’espressione di ciò che è avvenuto prima dell’arrivo del paziente 1 all'ospedale di Codogno. Dobbiamo riuscire a ridurre questa diffusione. Già adesso, per un'epidemia di questa scala, la risposta messa in campo da Regione Lombardia è ai limiti della tenuta per quanto riguarda la gestione dei pazienti". Lo ha detto nelle scorse ore Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. "Servono misure drastiche non soltanto per la zona rossa ma per tutta l'area metropolitana al fine di tenerla fuori dai guai", ha concluso. 

A Lodi 100 accessi al giorno

Al Pronto soccorso di Lodi stanno arrivando circa 100 persone al giorno, tutte con un quadro clinico compromesso. Se prima si registravano circa 180 accessi al giorno, oggi hanno una media 100 ma tutti con situazioni compromesse e che arrivano ad un aggravamento molto veloce. Sono stati individuato posti letti in sub intensiva, e 15 pazienti giovedì sono stati subito portati a Niguarda, la stessa cosa era successa la sera prima a Cremona.

"Il sistema sanitario - ha spiegato l'assessore alla Sanità regionale Giulio Gallera - è in grado di gestire tutte queste situazioni e di farsene carico. Va anche tenuto presente che l'incidenza di questa infezione è alta, ma si registra in un territorio dove vive circa il 3% della popolazione regionale. Il virus clinicamente non dà problemi ed è facilmente risolvibile nel 90% dei pazienti. Per favorire comportamenti virtuosi che evitano i contatti e la diffusione del virus, la Regione adotterà una campagna di comunicazione massiccia. Per proteggere gli ospedali dalla diffusione interna del virus saranno effettuati tamponi all'ingresso delle patologie respiratore e tutto il personale sarà fornito di idonei dispositivi di protezione personale. La rete ospedaliera sarà potenziata con interventi urgenti di rafforzamento delle terapie intensive e subintensive tramite: l'assunzione straordinaria di personale; la formazione rapida del personale per l'assistenza respiratoria; l'acquisizione di respiratori, monitor, sistemi di ventilazione assistita. Per raggiungere lo stesso obiettivo, sarà anche importante mantenere al domicilio i pazienti positivi che non manifestano gravi patologie".

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