Il Coronavirus non si ferma a Milano: 262 casi in 24 ore in città. Quarantena fino al 3 maggio

Intensificati i controlli stradali. La Regione: «Passate a casa il weekend di Pasqua e gli altri ponti»

Il Coronavirus in Lombardia non si ferma. Soprattutto, non si ferma a Milano. «Il capoluogo merita una attenzione particolare», ha affermato l'assessore al welfare Giulio Gallera durante il consueto video aggiornamento di sabato pomeriggio. Ancora una volta ripetuta più volte da parte dei vertici regionali la raccomandazione di stare a casa, di evitare le uscite e soprattutto, data la Pasqua, le gite fuori porta e le riunioni tra parenti. Ma anche le "fughe" al mare o in montagna.

Coronavirus: i dati di sabato 11 aprile

I positivi al Covid-19 in Lombardia sono ora 57.592, secondo l'aggiornamento di sabato pomeriggio. Nelle ultime 24 ore sono cresciute di 1.544 persone, con 9.977 tamponi effettuati (il totale dall'inizio dell'epidemia è di 196.302). Diminuiscono (-28) i ricoverati in terapia intensiva (ora sono 1.174), aumentano invece i ricoverati non in terapia intensiva (+149, ora sono 12.026). Segno, spigea Gallera, che il virus «circola ancora». In compenso crescono anche i dimessi, ormai arrivati a 33.881, con l'aggiunta di 1.150 pazienti nelle ultime 24 ore.

E purtroppo si contano altri morti: 273 nelle ultime 24 ore, portando il totale dei decessi a 10.511. L'area metropolitana di Milano si conferma ormai quella più colpita in Regione (e in Italia) con 13.268 casi positivi, 520 in più nelle ultime 24 ore. La città di Milano in particolare segna un +262, portando il totale di casi positivi a 5.368. Le province di Brescia e Bergamo hanno ormai superato i 10 mila positivi e crescono rispettivamente di 230 e 107 pazienti nelle ultime 24 ore. A Lodi 53 casi positivi in più, mentre il virus si diffonde anche a Monza-Brianza (+151), una delle province lombarde colpite più in ritardo.

E purtroppo si contano altri morti: 273 nelle ultime 24 ore, portando il totale dei decessi a 10.511. L'area metropolitana di Milano si conferma ormai quella più colpita in Regione (e in Italia) con 13.268 casi positivi, 520 in più nelle ultime 24 ore. La città di Milano in particolare segna un +262, portando il totale di casi positivi a 5.368. Le province di Brescia e Bergamo hanno ormai superato i 10 mila positivi e crescono rispettivamente di 230 e 107 pazienti nelle ultime 24 ore. A Lodi 53 casi positivi in più, mentre il virus si diffonde anche a Monza-Brianza (+151), una delle province lombarde colpite più in ritardo.

Coronavirus, la situazione nelle province lombarde

Nella giornata di sabato 11 aprile la Città Metropolitana milanese è la provincia lombarda con più contagi (13.268). Seguono Brescia (10.599), Bergamo (10.258), Cremona (4.658), Monza e Brianza (3.575), Pavia (3.049), Lodi (2.472), Mantova (2.411), Lecco (1.860), Como (1.825), Varese (1.633) e Sondrio (684).

Troppi lombardi fuori casa

Cresce ancora la "mobilità" dei lombardi calcolata attraverso l'analisi dei dati anonimi degli smartphone, che permette di valutare quanti si agganciano a celle telefoniche diverse nell'arco della giornata. Venerdì 10 aprile questo indice si è portato al 41% di un giorno feriale normale. Troppo per la Regione Lombardia, che continua ad insistere sulla necessità di restare nelle proprie abitazioni a meno che non si abbia un comprovato motivo per uscire.

E un "campionamento" su strade di scorrimento verso le località di vacanza ha dato un risultato allarmante: in alcuni casi la mobilità era superiore del 10% rispetto a quella abituale. «Abbiamo comunicato i dati ai prefetti», sottolinea Fabrizio Sala, vice presidente della Lombardia. 

Attesa per il test sierologico

Sul fronte dei tamponi, invece, Giulio Gallera (assessore regionale al Welfare) ha promesso che verranno ulteriormente intensificati, in modo da raggiungere il più possibile anche i cittadini a casa, che magari hanno sintomi ma non vengono controllati. Un risultato più semplice da quando sarà disponibile il nuovo test sierologico effettuato attraverso il prelievo del sangue, messo a punto dall'ospedale San Matteo di Pavia e per il quale si è in attesa dell'autorizzazione all'uso su larga scala.

Gli aggiornamenti di sabato 11 aprile

In Lombardia cartolerie e librerie restano chiuse

Librerie e cartolerie in Lombardia restano chiuse fino al 3 maggio. Via libera invece ai negozi che vendono vestiti e altri prodotti per l'infanzia. La decisione arriva dalla Regione in seguito al decreto governativo con cui, a partire dal 14 aprile, si è deciso di riaprire in Italia alcune attività commerciali ora chiuse. La Regione, dunque, come già successo nelle scorse settimane, pone regole più rigide di quelle del Governo. 

La nuova ordinanza è stata firmata sabato 11 aprile dal presidente della Regione, Attilio Fontana. Con il documento si confermano e si prorogano le misure restrittive di contrasto alla diffusione del Covid-19 già attive sul territorio lombardo, con alcune specificazioni riguardo alle attività "riaperte" (dal 14 aprile) dal Governo, che ha comunque prolungato il lockdown a livello nazionale fino al 3 maggio.

Supermercati: chiusi a Pasqua, molti aperti a Pasquetta

Saranno tutti chiusi il giorno di Pasqua i supermercati e ipermercati di Milano. Si va in ordine sparso, dopo che la Regione Lombardia ha deciso di non porre limitazioni ulteriori per le giornate di festa e i sindacati dei lavoratori hanno invitato le catene a chiudere i punti vendita. Il giorno di Pasqua, in particolare, a Milano e in Lombardia i supermercati saranno chiusi per scelte aziendali, mentre a Pasquetta molti di loro saranno aperti soltanto al mattino o fino al primo pomeriggio, alcuni anche nel resto della giornata, e pochi terranno chiuso.

Sorpresa in spiaggia, lombarda denunciata

"Non riesco a rinunciare alla tintarella": con questa giustificazione una monzese di 60 anni, sopresa in spiaggia, ha ammesso candidamente ai carabinieri di Santa Margherita Ligure (Genova) la violazione delle disposizioni restrittive. In Liguria si sono intensificati i controlli su coloro che posseggono seconde case.

Mascherine dai cinesi di Milano: andranno alle case popolari

Trecentomila mascherine donate al Comune di Milano da una rappresentanza delle tremila famiglie di cinesi che vivono nella città. Il dono è arrivato a Palazzo Marino nel pomeriggio di venerdì e il sindaco Beppe Sala ha annunciato, sabato mattina, che verranno distribuite la settimana dopo Pasqua ai residenti delle case popolari di Milano, sia Aler sia del Comune, che sono in tutto circa 150 mila, ovvero il 10% dei milanesi.

Studiosi: lockdown ha salvato 200 mila persone

Secondo alcuni studiosi del Politecnico (e di altri atenei), che hanno elaborato diversi scenari sulla diffusione del Coronavirus, il lockdown ha potuto salvare 200 mila persone dal ricovero in ospedale: di queste, 100 mila in Lombardia e 26 mila a Milano e area metropolitana. Lo studio si basa sulla diffusione del virus ipotizzata nello spazio e nel tempo nel caso in cui le misure restrittive non fossero state prese. 

Secondo gli studiosi, il calo di contagi ad aprile è merito proprio delle restrizioni: e, poiché queste sono state prorogate dal Governo fino al 3 maggio, c'è da aspettarsi un ulteriore calo nei prossimi giorni e settimane.

Trivulzio: indagato il direttore generale

Il direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, è indagato per omicidio colposo ed epidemia colposa. L'iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta nell'ambito dell'inchiesta che la procura di Milano sta conducendo sulle morti sospette alla "Baggina", che si sommano a quelle in altre case di riposo della Lombardia. Secondo quanto è emerso, il Trivulzio avrebbe detto sì (insieme ad altre 14 case di riposo lombarde su poco più di 700) alla richiesta di Regione Lombardia di ricevere alcuni malati Covid-19 a bassa intensità per liberare posti negli ospedali, che subivano una fortissima pressione per necessità di ricovero. Tuttavia, non è affatto detto che le morti siano dovute a questo. Inoltre, alcuni parenti di degenti hanno accusato il personale del Trivulzio di aver loro detto di togliersi mascherine e guanti "per non spaventare gli altri parenti in visita". Tutto materiale da accertare, ovviamente.

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Supermercati: chiusi a Pasqua, molti aperti a Pasquetta

La scelta di tutti i supermercati è stata quella di tenere chiusi i punti vendita in Lombardia nel giorno di Pasqua. Quasi tutti, al contrario, saranno aperti a Pasquelta (l'eccezione riguarda le catene del gruppo Auchan che resteranno chiuse). Tuttavia molti supermercati, lunedì 13 aprile, resteranno aperti soltanto al mattino. I sindacati avevano fatto appello alle famiglie affinché rinunciassero a recarsi al supermercato in giornate di festa.

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