Coronavirus, Lombardia interventi economici per il settore del turismo: "Subito stato di crisi"

"Dobbiamo raccogliere il grido d'allarme: serve la convocazione di un tavolo permanente"

Proteste di settore alcuni mesi fa

Le aziende di tutti quasi tutti i settori stanno facendo fatica. A furia di lockdown, coprifuoco e mini lockdown, più di una piccola media impresa è finita in ginocchio. Uno dei settori più colpiti, nonostante un minimo di risultati estivi, è quello del turismo.

Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia, si è fatta portavoce ed ha espresso tutta la preoccupazione che in questi mesi e in questi giorni, vista la violenza della seconda ondata, coinvolge il settore alberghiero e gli opertatori tutti.

"Dobbiamo raccogliere il grido d'allarme del turismo: occorrono subito la dichiarazione dello stato di crisi e la convocazione di un tavolo permanente. Lo avevo già invocato nei mesi scorsi. Un appello caduto nel vuoto e nel frattempo per il comparto abbiamo visto solo il flop del bonus vacanza voluto dal Governo", ha detto Magoni.

Tavolo permanente per il turismo

"Oggi - ha proseguito - alla luce della nuova e aggravata situazione, questa richiesta d'aiuto non può rimanere più senza risposta: ne va della sopravvivenza di un settore che genera il 13% del Pil".

"I dati che ci arrivano sono allarmanti: le agenzie turistiche hanno già visto calare i propri fatturati di oltre il 90%, solo il 20% delle camere degli alberghi è occupato e molti sono a rischio chiusura. È quindi vitale per il settore - ha concluso l'assessore - che il Governo si adoperi per dichiarare lo stato di crisi del turismo, oltre alla convocazione di un tavolo permanente del comparto".

Una preoccupazione che non riguarda solo un settore. Davide Caparini, assessore al bilancio, domenica sera con una nota ufficiale ha chiesto un immediato intervento dell'esecutivo. "Ora che il Governo ha deciso la chiusura di interi settori deve prevedere il ristoro dei mancati ricavi. Non si può chiedere alle categorie che hanno investito una montagna di denaro per rispettare le norme anti covid di chiudere i battenti senza prevedere le risorse per dipendenti, affitti, bollette e fornitori", le sue parole. 

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