Milano, emergenza Covid. Allerta per le Croci di soccorso: «Aumentate ambulanze, volontari e dipendenti»

Le Croci di soccorso sono state "chiamate alle armi" per aumentare per quanto possibile lo sforzo (di mezzi e umano) in vista di riorganizzazioni di turni

Coda di ambulanze al Fatebenefratelli (Ansa/Touati)

Le associazioni di soccorso (le varie "Croci" delle ambulanze) sono state allertate per aumentare, per quanto possibile, turni di operatività, mezzi in strada, volontari. Lo testimoniano alcune comunicazioni che MilanoToday ha potuto visionare, in linea con quello che sta accadendo a Milano e nell'hinterland in questi giorni. Una email arrivata ai presidenti delle associazioni, non direttatmente da parte di Regione Lombardia ma in seguito ad un vertice ad alto livello sulla situazione generale del servizio di soccorso, parla di «quadro a tratti drammatico» e di «ospedali tutti (a livello generale) in affanno» e «ormai saturi» in città metropolitana. 

Di qui la richiesta di «mettere ulteriori risorse a servizio del sistema sanitario», una «"chiamata alle armi" per evitare che il sistema non regga l'impatto e crolli rovinosamente». In attesa di una prossima riorganizzazione dei servizi in convenzione, i presidenti delle associazioni di soccorso sono invitati a «mettere in campo tutte le risorse disponibili (o che lo saranno) per fronteggiaree questi momenti, cercando di sensibilizzare tutti i nostri operatori (volontari e dipendenti) al fine di rendersi disponibili in aggiunta a quella che è l'ordinaria gestione».

Che la seconda ondata di Coronavirus, pur estesa a tutte le zone d'Italia, stia in particolare colpendo Milano è ormai chiaro a tutti. Le sirene delle ambulanze stanno (ri)diventando triste colonna sonora di giornate più silenziose del solito, con attività ridotte (le scuole superiori sono in didattica a distanza) e meno rumori in giro.

I bollettini quotidiani lo confermano: quello di giovedì 29 ottobre, per dire, parlava di 3.211 casi in tutta la città metropolitana, dei quali 1.393 nella sola Milano. Gli ospedali sono presi d'assalto e la stessa Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), che gestisce il servizio del 118, giovedì sera ha scritto in una nota che «l'area metropolitana è in questo momento quella più problematica dal punto di vista del soccorso sanitario».

Aumentare le forze in campo

I vertici regionali stanno dunque cercando di correre ai ripari e, mentre il presidente Attilio Fontana si confronterà lunedì con i sindaci dei Comuni capoluogo per analizzare la situazione dei contagi, sul fronte del soccorso d'emergenza si riorganizzeranno probabilmente i turni, a partire da quelli diurni, con le associazioni convenzionate, in modo da fronteggiare l'aumento costante delle chiamate al 118 e dei trasporti in pronto soccorso. Nel frattempo, come MilanoToday può confermare, già da ora alle associazioni (le varie "Croci") è stato informalmente chiesto di aumentare tutte le forze in campo: ambulanze, dipendenti e volontari. 

Grido d'allarme dagli ospedali

Uno sforzo aggiuntivo a quanto gli "angeli" stanno già facendo, per evitare che il sistema "collassi". D'altra parte anche sul fronte ospedaliero le notizie parlano di un aumento degli accessi per problemi respiratori e infettivi, nonché di lunghe e inusuali attese delle ambulanze al di fuori dei pronto soccorso. I primari da giorni lanciano l'allarme: Maurizio Viecca, responsabile della cardiologia al Sacco, avvertiva che per i pazienti non c'è più posto. Dallo stesso ospedale, l'infettivologo Massimo Galli sottolineava che l'ortopedia era stata interamente riconvertita a Covid.

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