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Coronavirus, piante e fiori si possono ancora comprare: il chiarimento del Governo

La vendita sarà online. Le attività sono permesse insieme alla macro-categoria agricoltura. In primavera il 75% del fatturato annuale del settore

Via libera alla vendita al dettaglio di semi, piante, fiori, fertilizzanti e simili. E il comparto florovivaistico festeggia. E' arrivato infatti dal Governo un chiarimento in merito al decreto del 22 marzo che bloccava alcune attività produttive in tutta Italia. Secondo l'interpretazione delle associazioni di settore, che si sono subito mosse per ottenere il chiarimento, queste attività rientrano pienamente nella "produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli" (codice Ateco 0.1), che sono ammesse dal decreto. 

Il governo, nelle "frequently asked questions" sul proprio sito ufficiale, ha aggiunto che «la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita». Resterà dunque attivo un settore che conta 27 mila imprese florovivaistiche in tutto il Paese, con circa 100 mila addetti e un giro d'affari di 2,5 miliardi di euro all'anno. «Il settore, in queste settimane di emergenza, ha perso gran parte del fatturato annuale, a causa dello stop delle vendite in una stagione cruciale», commenta Luca Brondelli di Brondello, presidente di Confagricoltura Alessandria: «Si tratta di un primo grande risultato, frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto tutte le nostre strutture, sollecitando la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, che ringraziamo per essersi spesa».

Appello agli italiani: «Comprate piante e fiori»

«Lanciamo ora un appello alla grande distribuzione, ai mercati e a tutti i punti vendita aperti perché promuovano la vendita di fiori e piante Made in Italy, e invitiamo tutti gli italiani a mettere fiori e piante nei propri giardini, orti e balconi, come segno beneaugurante della primavera che segna il momento del risveglio», aggiunge Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti. 

Il settore perde fatturato perché vige in tutta Italia il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali, a cui si aggiunge la difficoltà delle esportazioni. Basti pensare che nel 2019 l'export di piante, fiori e fronte dall'Italia è valso 904 milioni di euro, soprattutto verso la Francia (188 milioni), la Germania (159 milioni) e l'Olanda (153 milioni). Come effetto del blocco delle vendite, si calcola che quasi un miliardo di fiori e piante siano appassiti nei vivai italiani, dove contemporaneamente sono crollati gli acquisti di fiori recisi, fronte e fiori in vaso. La primavera è peraltro il periodo in cui si realizza circa il 75% del fatturato annuale.

«Nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sulle restrizioni per contenere il contagio, i vivai continuano a lavorare per garantire la massima qualità di piante e fiori italiani e si stanno organizzando per fare consegne a domicilio, con contatti per telefono o mail, per consentire agli italiani di restare a casa senza rinunciare all’emozione di stare a contatto con la natura», conclude Prandini.

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