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Beppe Sala (screenshot dal suo profilo Facebook)

Beppe Sala (screenshot dal suo profilo Facebook)

"Mi hanno chiesto altra stretta per Milano. Ora vogliono riaprire a suon di slogan": la critica di Beppe Sala

Nel suo quotidiano video-messaggio il sindaco ha messo in luce il comportamento isterico del Pirellone, interrogandosi su come una riapertura possa effettivamente essere attuata

"Fino a settimana scorsa la Regione mi chiedeva un'ulteriore stretta su Milano perché la situazione era molto preoccupante. Mercoledì la Regione annuncia una riapertura. Cosa è successo?". Sono le parole del sindaco Beppe Sala nel suo video messaggio quotidiano.

L'isteria di Regione Lombardia

"La situazione era così allarmante che abbiamo valutato con Atm se chiudere i trasporti pubblici - continua il primo cittadino -, ma abbiamo deciso di aspettare perché gli ospedali si trovano su direttrici di metro e treni. Anche lo scorso week-end mentre si annunciavano contagi e morti a Milano, gli sguardi erano terrei, vi ricordate? Poi il governo ha chiesto di riaprire librerie e la Lombardia ha detto di no. Infine l'annuncio di riapertura del 4 maggio. Cosa è cambiato?".

"Lascio a ognuno le proprie riflessioni - prosegue Sala -. La mia idea è che ieri mattina Salvini ha detto 'Gli italiani sono stufi di stare in casa, riapriamo' e Regione Lombardia ha eseguito. Io non sono contrario a ipotizzare riaperture graduali, ma vanno pianificate. Non ce la si cava con uno slogan: perché questo sono le quattro d".

Quattro interrogativi per ognuna delle 'd'

Il sindaco ha lanciato quattro domande per ognuna delle 'd' che secondo Regione Lombardia dovrebbero guidare la riapertura lenta. Sulle distanze viene chiesto come si farà con Atm e Trenord a garantire la distanza per i passeggeri. Per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza, ovvero le mascherine, Sala chiede se verranno fornite e se sarà ancora consentito indossare sciarpe e foulard.

Sullo smart working, poi, il primo cittadino domanda se si sia fatto un tavolo di lavoro con le associazioni di imprenditori per capire chi starà a casa e chi no. Infine, sulle diagnosi, cioè i test sierologici, viene chiesto quanti milanesi potranno fare il test prima di tornare al lavoro entro il 4 maggio.

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