Covid, l'appello dei medici: "Contagi esponenziali, servono misure più restrittive"

I medici del pronto soccorso chiedono un aiuto ai cittadini: "Limitate i contatti sociali"

(Foto ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda/Fb)

"Purtroppo, siamo di fronte ad una seconda grave emergenza. Vogliamo rappresentare ai cittadini lombardi cosa sta realmente accadendo negli ospedali della nostra regione. L'aumento repentino dei contagi ha raggiunto il livello soglia che determina uno stress sul sistema ospedaliero. Cosa significa lo stress del sistema ospedaliero? Significa fare i conti con un aumento quotidiano 'esponenziale' di malati Covid-19 che arrivano in pronto soccorso". È il grido d'allarme lanciato dai pronto soccorso della Lombardia. A parlare per tutti è Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19 dei pronto soccorso lombardi.

Alcuni dei malati che arrivano in questi reparti di emergenza urgenza, racconta Bertolini, "hanno urgente bisogno di ossigeno per respirare e talora necessitano di presidi ventilatori tipo casco per Cpap e, nei casi peggiori, ricorrono alla ventilazione meccanica in terapia intensiva".

"In molti casi", aggiunge Bertolini, i pazienti "non trovano possibilità di ricovero immediato in ospedale per l'assenza di letti disponibili e restano per 24-48-72 ore (ma a volte ancor di più) nell'area del pronto soccorso in attesa di una destinazione". Accanto a questi malati, "molto più che a marzo e aprile quando eravamo in lockdown, vi sono malati non-Covid, critici e non". Il risultato, avverte Bertolini, "è avere pronto soccorso in estrema sofferenza con aree sovraffollate nelle quali viene a mancare il necessario distanziamento, aumentando così il rischio di contagio per via aerea, sia i rischi di errore clinico e di non trattare compiutamente i pazienti".

Le richieste dei medici dei pronto soccorso

Per gli esperti è "una situazione davvero pericolosa che impone scelte e strategie immediate". Ed è per questo che avanzano 5 richieste. La prima: "Chiediamo di applicare, subito, le misure più restrittive di contenimento della diffusione del virus nella società, su tutto il territorio regionale, o almeno nelle aree più a rischio (come Milano) senza indugio e a costo di impopolarità. Le ultima misure rappresentano un passo avanti, ma purtroppo non sono sufficienti".

Secondo punto, prendersi cura dei malati a domicilio: "Sottolineiamo l'importanza dell'istituzione e del coordinamento di centrali operative che siano in grado di prendersi cura dei pazienti al loro domicilio con tele-monitoraggio e facciano da filtro territoriale in modo da ridurre il ricorso improprio al pronto soccorso (già vi sono realtà che si muovono in questa direzione ma non sono in grado di soddisfare un bisogno così crescente e non sono coordinate fra di loro e con gli altri servizi messi in campo)".

Terzo punto: "Bisogna aumentare la ricettività delle strutture di cura per i pazienti meno gravi, che non richiedono il livello di assistenza sanitaria tipica degli ospedali, ma che non possono restare a casa per varie ragioni (ad esempio anziani che vivono da soli)", elenca Bertolini. Ancora, quarta richiesta: "Va temporaneamente sospesa negli ospedali l'attività assistenziale 'rimandabile', come ad esempio gli interventi chirurgici per problematiche di salute stabili e non evolutive. La Regione ha già disposto questa misura, ma la sua applicazione risulta incerta e non sistematica". Infine, quinto punto: "Bisogna che gli ospedali più piccoli e periferici attivino davvero, come ha disposto la Regione, molti più posti letto per quei pazienti Covid che non necessitano di cure avanzate".

Un appello viene invece rivolto direttamente ai cittadini. "È necessario che tutti riducano al minimo i contatti sociali e adottino sempre le più importanti misure di prevenzione: mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. Il virus è estremamente contagioso. È anche importantissimo che tutti i pazienti al domicilio si dotino di un saturimetro a ditale, in modo da poter monitorare l'ossigenazione del sangue. I modelli matematici più accreditati prevedono, in assenza di misure restrittive, una crescita degli infetti che diventerà esplosiva in poco tempo. Solo gli interventi preventivi potranno ridurre l'impatto sulla mortalità della popolazione".

Per queste ragioni, conclude Bertolini, "riteniamo opportuno informare i cittadini. Spesso si dimentica che sono i pronto soccorso la prima linea: se tengono tiene l'ospedale, se affondano pagano tutti. Si tratta di agire, rapidamente, senza allarmismi inutili ma consapevoli della drammaticità del quadro evolutivo".

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